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Scuotto: buone prospettive per il turismo rumeno

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Paese ex comunista prossimo all’entrata nell’Ue, con ampi spazi per gli affari degli imprenditori italiani. È la fotografia della Romania che emerge dall’intervista con Michele Scuotto, napoletano direttore dell’Ufficio di Bucarest dell’Istituto per il Commercio con l’Estero (Ice). Anche gli imprenditori campani mostrano interesse crescente per il mercato rumeno, come dimostra la crescita progressiva dei volumi d’affari. Tra i settori con migliori prospettive edilizia, turismo e infrastrutture. Per favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane, l’Ice offre una vasta gamma di servizi che vanno dall’assistenza, alla promozione pubblicitaria, alla formazione e ricerche di mercato. Tra missioni commerciali, workshop e incontri mirati tra partner commerciali, numerose sono le occasioni per le aziende campane di saggiare condizioni e opportunità di investimento a Bucarest e dintorni.
Domanda. Quali sono i settori che presentano maggiori opportunità di investimento in Romania?
Risposta. Le prospettive per le aziende italiane interessate al mercato romeno sono sicuramente positive, non solo per la posizione geografica del Paese e per il numero dei suoi abitanti (circa 22 milioni), ma anche per i vantaggi comparativi che ancora offre nella delocalizzazione produttiva. In settori tradizionali, il tessile — abbigliamento – calzaturiero beneficia di una manodopera competitiva sia per costi che per la preparazione e formazione professionale.
D. Quali sono i comparti suscettibili di positivi sviluppi a breve – medio termine?
R. Il turismo ha margini di crescita elevati e un potenziale molto diversificato: monumenti, musei, litorale marino, località climatiche, caccia e pesca sportive, agriturismo. Anche le costruzioni stanno conoscendo uno sviluppo sostenuto specialmente nelle zone urbane con lo sviluppo del credito ipotecario. Nel biennio 2004/2005 il settore ha registrato una crescita media del 15 per cento.
D. Quali scenari apre l’ingresso nell’Ue per gli investimenti in trasporti e infrastrutture?
R. Senz’altro positivi. Il Governo romeno ha elaborato una strategia a medio-lungo termine – dieci anni – nella quale sono previsti l’ammodernamento e lo sviluppo del sistema ferroviario e stradale nonché la realizzazione di due corridoi di trasporto .
D. L’agricoltura è un altro campo verso cui potrebbero essere indirizzati i capitali italiani?
R. L’agroindustria attraversa da dieci anni un periodo di crisi, dovuto all’obsolescenza delle attrezzature e delle tecniche. L’apporto di adeguati volumi di capitale consentirebbe gli ammodernamenti strumentali e strutturali di cui necessitano le aziende del settore per sfruttare l’enorme potenziale produttivo dei terreni, ricchi di humus.
D. Quali sono le imprese campane presenti in Romania? Se c’è, può indicarci un nome molto noto?
R. Mi limiterei a osservare gli alti valori dell’interscambio tra Campania e Romania, che rispecchiano l’interesse crescente della nostra regione a esportare i suoi prodotti tipici e a importare materie prime e prodotti finiti.
D. Quali servizi offre Ice agli imprenditori?
R. La “missione” dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero è promuovere l’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano, con particolare riguardo alle esigenze delle pmi. L’Ice è presente in Romania a Bucarest dal 1969; dal 2004, l’Ufficio dispone anche di un Punto di Corrispondenza a Timisoara. L’Ice di Bucarest opera in quattro aree istituzionali di intervento: informazione, assistenza, promozione e cooperazione e formazione.
D. Che genere di informazioni fornite agli imprenditori desiderosi di investire in Romania?
R. L’Ice cura lo studio sistematico delle caratteristiche e delle tendenze del mercato romeno elaborandone i risultati, disponibili sia on-line (collegandosi a www.ice.gov.it/estero2/bucarest) che in variante cartacea in forma di pubblicazioni, statistiche e note congiunturali.
D. Quali servizi erogate alle pmi che richiedono l’assistenza dell’Ice?
R. Una gamma di servizi che va da quelli “standardizzati” a quelli “personalizzati” a maggior valore aggiunto, quali i sondaggi prodotto, le ricerche di mercato personalizzate, l’organizzazione di incontri tra potenziali partners, le campagne pubblicitarie tarate su specifiche esigenze aziendali.
D. Di quali competenze bisogna disporre per approcciare il mercato rumeno?
R. L’Ice svolge attività di formazione manageriale, professionale e tecnica dei quadri italiani e romeni che operano per l’internazionalizzazione delle imprese.
D. Quali sono i progetti attualmente in corso (fiere, workshop, manifestazioni) ai quali aderiscono imprenditori campani?
R. Sotto il titolo “Campania in Romania – Napoli incontra Bucarest” , dal 20 al 23 giugno scorso si è svolta a Bucarest la missione commerciale delle 24 imprese campane aderenti al progetto promosso da Casartigiani Napoli. Progetto reso possibile dal contributo della Regione Campania e dell’Unione Europea, sotto il patrocinio del Ministero delle Attività Produttive.Erano presenti prestigiosi marchi del tessile, abbigliamento, cuoio, pelle e oreficeria. L’obiettivo del progetto è accompagnare le imprese campane all’estero, con percorsi di formazione, ricerche di mercato, missioni. A ottobre è prevista, come seguito alla iniziativa di Bucarest, una missione a Napoli di aziende romene allo scopo di finalizzare I contatti e le trattative intraprese.
D. Quali aree del paese sono più ricettive agli investimenti italiani?
R. La presenza italiana, pur non coprendo l’intero territorio romeno, è diffusa in molte aree. Tuttavia, nel corso dell’ultimo decennio, si è concentrata nella provincia di Timisoara, dove si è riprodotto un vero e proprio modello distrettuale italiano.

La presenza italiana in numeri

Primo partner commerciale sia per le esportazioni che per le importazioni
Primo Paese investitore per numero di imprese
Quinto Paese per capitale investito con circa 1 miliardo di euro
Mille nuove aziende italiane ogni anno stabiliscono la propria attività in questo mercato
Oltre 800 mila posti di lavoro creati tra impiego diretto ed indotto dagli investimenti italiani
Nel 2005 il valore totale degli investimenti diretti esteri (IDE) è stato di oltre 4 miliardi di euro, la cifra prevista per il 2006 è di oltre 6 miliardi di euro.

di Mario Tirino