Scoperto “vaccino universale”

9 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Si avvicina il vaccino influenzale universale. Alcuni ricercatori statunitensi hanno scoperto un anticorpo capace di neutralizzare 30 dei 36 ceppi conosciuti del virus dell’influenza, secondo uno studio pubblicato ieri che apre la via verso la messa a punto di un unico vaccino anti influenzale.

Nelle settimane scorse, virologi britannici e svizzeri avevano già annunciato di aver scoperto un anticorpo, chiamato F16, capace di contrastare tutti i virus di tipo A responsabili dell’influenza. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista statunitense “Science”.

Il nuovo anticorpo, battezzato CH65 e presentato ieri sulle pagine degli Annali dell’Accademia nazionale americana di scienze, agisce sulla emoagglutinina, una proteina virale che permette la fusione tra il virus e le cellule dell’organismo. L’emagglutinina si evolve tutti gli anni costringendo i virologi a produrre un nuovo vaccino anti influenzale ad ogni stagione.

CH65 riesce a imitare un gran numero di proprietà dell’acido sialico, il recettore naturale dell’emagglutinina, e si attacca a parti dell’emagglutinina del virus, impedendo a quest’ultimo di non mutare senza diminuire le sue capacità di contagiare le cellule umane.

Questa ricerca “ci permette di comprendere come il sistema immunitario umano sia capace di adattare la sua risposta all’influenza e produrre anticorpi che permettono di neutralizzare un insieme di ceppi virali”, sottolinea il dottor Stephen Harrison, dell’Ospedale pediatrico di Boston (Massachusetts, nord-est), principale autore dello studio.

“Sviluppare un vaccino anti influenzale è oggi un’impresa che dipende in parte dalla fortuna”, spiega il medico in un comunicato. “Vacciniamo utilizzando un virus (indebolito) o una parte del virus sperando che la risposta del sistema immunitario del corpo evolverà nella giusta direzione”, prosegue il documento, “ma per alcuni virus come quelli responsabili dell’influenza, che mutano rapidamente, vogliamo ottenere una risposta efficace per bloccare sia il ceppo del virus utilizzato nel vaccino, sia numerosi ceppi che gli sono legati”, spiega.