Scoperta di gas in Iraq: possibile un ponte tra Asia ed Europa

26 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

La scoperta di un giacimento di gas in Iraq alimenta le speranze che l’Unione Europea possa ottenere una certa indipendenza dalle risorse della Russia, da tempo una delle priorita’ economico-politiche del Vecchio Continente.

La scoperta per mano del gruppo britannico di esplorazione petrolifera Heritage Oil e’ avvenuta nella regione curda e – scrive il Wall Street Journal – aumenta la possibilita’ che i paesi europei finiranno per avere successo nell’ottenere l’indipendenza dal Cremlino, anche se restano ancora grandi ostacoli da superare.

Ma il colmo e’ che gli investitori di Heritage sono rimasti delusi: si aspettavano infatti di trovare del petrolio, risorsa molto piu’ preziosa al momento. Tanto che a meta’ seduta mercoledi’ a Londra i titoli del gruppo cedevano infatti in rialzo del 16,5%.

Tuttavia la notizia e’ senza dubbio molto positiva per il consorzio Nabucco – un gruppo di utility europee e societa’ petrolifere (di cui prendono parte in quote ripartite egualmente BEH Bulgarian, Botas, Mol, Mov, Rme e Transgaz) che sperano di costruire un gasdotto che passi attraverso la Turchia e che porterebbe il gas naturale dall’Asia Centrale, l’Iraq e possibilmente l’Iran all’Europa meridionale.

Il progetto della joint venture rivale di South Stream, un consorzio parallelo guidato da Gazprom e Eni, e’ quanto mai ambizioso e ricco di ostacoli: mettere in collegamento le regioni piu’ ricche di gas del pianeta – Caspio, Medioriente ed Egitto – ai mercati al consumo europei. Ma puo’ contare sugli aiuti dell’Unione Europea naturalmente, che ha garantito 10,7 miliardi di dollari di finanziamenti.