Schock Bank of Ireland: in fumo i risparmi di 200 famiglie italiane

13 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – La scorsa estate Bank of Ireland ha ristrutturato il debito: ogni 1.000 euro vengono rimborsati 10 centesimi ai creditori. E’ cosi’ che 150-200 famiglie italiane hanno visto depauperati i propri risparmi. Ottenuto infatti un risarcimento di un decimillesimo del valore investito.

Siccome nessuno ha informato gli obbligazionisti coinvolti, (visto che l’istituto di credito non ha preparato alcun prospetto informativo) questi si sono trovati a subire il trattamento riservato a chi non aderiva alla ristrutturazione. Questi ultimi hanno pure perso il diritto ad aderire allo swap. Quel che e’ piu’ grave e’ che il tutto e’ avvenuto con la benedizione della Commissione europea.

Con il sacrificio di ignari creditori, denuncia il Sole 24 Ore, e’ stata salvata una delle piu’ speculative banche irlandesi. “Da un lato, infatti, Dublino e’ stata aiutata con i soldi europei, e anche italiani, dall’altro Dublino si e’ presa dai risparmiatori un piccolo extra.” Senza avvisare.

Morya Longo sul Sole 24 Ore spiega che Bank of Ireland, in difficolta’ per la crisi finanziaria, per tre volte e’ stata costretta a ristrutturare i suoi 18 prestiti obbligazionari subordinati.

“L’ultima ristrutturazione l’ha proposta agli investitori di tutto il mondo la scorsa estate. In pratica proponeva a chiunque possedesse una delle 18 obbligazioni subordinate, di scambiare – incassando una perdita – quei “vecchi” titoli con nuovi bond garantiti dallo Stato irlandese. La perdita c’era, ma chi accettava recuperava almeno parte dell’investimento”.

A quanto poi si e’ visto, e’ risultato ben peggiore era invece il trattamento riservato a chi decidesse di non aderire: i loro bond sono stati rimborsati quasi a zero. Nessuno se avesse potuto avrebbe mai rifiutato l’offerta: meglio avere titoli nuovi, seppur penalizzanti, che un centesimo per ogni mille euro investito.

“Eppure – continua l’articolo – quando l’8 luglio scorso l’offerta di scambio si è chiusa, si è scoperto che tanti investitori non avevano aderito. Il gioco, a metà agosto, era fatto: Bank of Ireland ha rimborsato i bond rimasti in circolazione a un centesimo. Tra questi, tanti erano in mano ai risparmiatori italiani. Perché non hanno aderito all’offerta e sono rimasti ad attendere questo rimborso da fame? Per un motivo semplice e sconcertante: non sapevano nulla di questa operazione.

Il Sole ha raccolto molte testimonianze, tutte uguali: «A me nessuno ha detto nulla», «Non lo sapevo», «La banca non mi ha informato». E non si tratta di alcuni istituti: la mancata informazione ha riguardato quasi tutte le banche italiane, con poche eccezioni. In pratica “Bank of Ireland ha giocato tra le maglie larghe della legislazione e le banche italiane hanno fatto come Ponzio Pilato. L’istituto irlandese non aveva veramente intenzione di coinvolgere i risparmiatori”.

La prova sta nel fatto che BoI non ha chiesto l’autorizzazione alla Consob per pubblicare un prospetto italiano e che ha destinato l’offerta di scambio solo a chi possedesse obbligazioni per un importo superiore ai 50 mila euro, aggirando la direttiva europea sui prospetti.

Brian Kealy, responsabile capital management dell’istituto irlandese, ha spiegato che l’istituto ha fatto il suo dovere, perche’ tramite Clearstream (una delle maggiori casse di compensazione europee) sono stati avvertiti tutti gli obbligazionisti. Via intermediari insomma. Rimane che il propsetto non c’era. E che alle banche italiane la comunicazione che Bank of Ireland avrebbe ristrutturato il debito è arrivata. I

La colpa e’ da ascrivere in parte anche alle banche italiane, che nella maggior parte dei casi non hanno informato i clienti. “Secondo vari esperti, spiega l’articolo, forse non erano neppure obbligate a farlo. Se avessero informato i risparmiatori, questi avrebbero potuto consorziarsi oppure vendere i bond sul mercato: ma dato che non l’hanno fatto, tante persone sono andate in vacanza ignare e tranquille. E, tornate dal mare, hanno avuto l’amara sorpresa”.