Schaeuble ammette: surplus tedesco dipende anche dall’euro

12 Maggio 2017, di Alberto Battaglia

Dopo aver rilasciato un’intervista molto ricca sulle prospettive dell’euro e del nuovo presidente francese, Emmanuel Macron, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble è ritornato sul tema, concedendo sul fatto che “è vero che il surplus corrente tedesco è troppo alto, a oltre l’8% del Pil”. Durante la sua campagna Macron, per molti versi il candidato più vicino al linea di politica economica promossa da Berlino, aveva criticato il surplus tedesco.

La giustificazione di questo squilibrio, però, ha detto il ministro Schaeuble in un’intervista allo Spiegel, non ha nulla a che fare con ragioni politiche: il surplus tedesco “è in parte dovuto all’alta competitività della economia tedesca, ma anche al fatto che essa è parte di un’unione monetaria”. Di fatto, ciò equivale ad ammettere che la Germania gode di una moneta troppo debole, che le permette di esportare con grande facilità i suoi prodotti agli altri partner dell’Eurozona. Non è difficile trarre come logica conseguenza che, al contrario, altri Paesi come la Grecia, si trovano nella situazione diametralmente opposta – un deficit corrente quantomeno irrobustito dall’Unione monetaria.

Schaeuble ha poi ammesso di condividere, con Macron, il fatto che l’Unione monetaria necessiti di trasferimenti finanziari al suo interno: “Non è possibile formare una comunità di diversi Paesi senza un certo bilanciamento”. Questo tema, però, è sempre stato molto impopolare in Germania, il principale paese che diverrebbe il maggior contribuente dei sostegni finanziari diretti verso i partner più deboli.

Il ministro delle Finanze ha poi detto di non voler accusare la Commissione Ue se la Francia per anni ha sforato le regole europee sul deficit pubblico: “Interpretare le regole sul budget è un compito della Commissione. Io non ho mai contraddetto le raccomandazioni della Commissione Ue su come valutare i deficit di Paesi come la Francia”.