SCENARI ARGENTINI PER L’ EURO

18 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –
Mesi fa questa rubrica si impegnò a non
sparare più sulla Banca centrale europea
perché i suoi difetti erano minori di
quelli sia dei governi sia del Patto di stabilità.

Tali considerazione e impegno restano,
ma l’idealismo monetario della Bce potrebbe
far saltare l’euro non perché sia la causa
principale di tale rischio, ma per il fatto che
soltanto una svolta pragmatica potrà evitarlo.

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Alla fine degli anni Novanta, per eliminare
l’inflazione in Argentina, il Fondo monetario
internazionale impose un modello di
moneta forte a un’economia fragile, peggiorata
dal disordine politico. Il sistema crollò.
La Bce sta facendo un simile errore di idealismo
monetario applicando una moneta forte
a economie che non sono in grado di reggerla.

L’aumento dei tassi calibrato per il
contenimento dell’inflazione indipendentemente
dal contesto globale dei cambi sta
portando l’euro alle stelle. L’accusa alla Bce
è quella di far pagare all’economia europea,
riducendone l’export, tutto il costo del riaggiustamento
ribassista del dollaro perché i
gestori dello yen e dello yuan si guardano
bene dall’alzarli. Francoforte si difende comunicando
che per ogni incremento del 5
per cento del valore dell’euro sul dollaro la
perdita di pil dell’eurozona è soltanto dello
0,1 per cento. Un’inezia che vale il vantaggio
di ridurre l’inflazione importata.

Ma tale calcolo
pare truccato e comunque basato sul
fatto che Cina e India stanno importando beni
strategici (grandi sistemi, macchinari, eccetera)
indipendentemente dal prezzo. Ma è
una contingenza. Mentre i cultori dell’euro
forte la considerano un tratto costante. E per
questo teorizzano che un’economia nazionale
“deve” essere competitiva indipendentemente
dal cambio. Ma soltanto il sistema industriale
tedesco ha una tale efficienza,
quello francese meno e l’italiano molto meno,
il resto a scendere.

L’errore di idealismo
è evidente: applicare una politica monetaria
che soltanto la Germania può reggere, forse,
e gli altri no. Ovviamente è peggiore l’errore
di un Patto di stabilità che non favorisce detassazioni
in deficit che permetterebbero alle
nazioni deboli di investire in competitività
qualificata. Inoltre è devastante l’impotenza
di tanti governi nazionali nell’adeguarsi
all’efficienza economica che l’euro richiede.

Il punto: poiché non è pensabile che
in poco tempo il Patto venga migliorato e i
governi diventino maghi, è realistico segnalare
che soltanto la Bce può risolvere il problema
di un euro insostenibile per troppi rischiando
un pelo di più sul lato dell’inflazione
per abbassare il cambio. Senza tale
pragmatismo monetario – che la Fed americana
adotta – l’eurozona avrà guai argentini
ed è meglio lo si sappia ora.

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