Scatta la class action dei 150 mila contro 4 big della finanza

19 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Melbourne – Gli elementi per aspettarsi un finale esplosivo ci sono tutti. Lo studio legale del famoso avvocato Maurice Blackburn questa volta ha deciso di puntare al bersaglio grosso. Ha depositato una class action di quelle che faranno parlare. E’ contro i grandi nomi del credito: Commonwealth Bank of Australia, Westpac, National Australia Bank e Citibank.

A loro ha chiesto rimborsi stratosferici. A ufficializzare l’azione è stato il responsabile della class action, Andrew Watson, nel corso di una conferenza stampa indetta per oggi. Questa vicenda ha preso avvio da una sentenza emessa del Tribunale federale questo mese: secondo i giudici della corte le commissioni in ritardo applicate sulle carte di credito possono dare luogo a penalità, ma non possono sempre essere perseguite penalmente.

Una situazione ambigua di fronte alla quale Maurice Blackburn ha rotto gli indugi: ha deciso di avviare un procedimento legale contro le quattro banche, che dovrebbe finire davanti alla Corte federale di Melbourne. Ci sono 150mila clienti con crediti dal valore di quasi 200 milioni di dollari che aspettano giustizia.

“Queste class action devono fare luce sulle ingiustizie e portare un briciolo di lealtà a decine di migliaia di australiani, piccoli imprenditori capi di famiglia che sono stati colpiti in maniera indiscriminata da balzelli esorbitanti da parte delle grandi banche”, ha denunciato Watson.

Gli istituti si rivalevano, applicando commissioni ingiustificate ai loro clienti. “Penali” che però non sarebbero state inserite alla voce costi effettivi che le banche avrebbero dovuto sostenere realmente, ha fatto notare l’avvocato.

Un esempio? Come spiegato da James Middleweek cui fa capo l’ufficio risarcimentoCitibank stava continuando a riscuotere una commissione mensile di ben 40 dollari oltre il dovuto e un’altra settimanale di 10 dollari ipotizzando un ritardo del pagamento in corso .