SCANDALO MY-WAY 4YOU: LA CONSOB, ABOLIAMOLA

24 Gennaio 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Alessandro Pedone e’ il responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio.

(WSI) – Il presidente della Consob, Lamberto Cardia, ha risposto alle richieste dell’Aduc sul caso MyWay-4You dicendo che… non puo’ rispondere.

Ricapitoliamo brevemente la vicenda.

Da mesi l’Aduc ha chiesto alla Consob di pronunciarsi sul “comportamento del gruppo MPS nella progettazione e commercializzazione dei prodotti MyWay-4You”. Con una lettera del 30 settembre 2004, la Consob ci informava che “allo stato non si rende possibile fornire notizie piu’ esaurienti di quelle gia’ comunicate ne’ fornire risposta ai quesiti posti che attengono proprio a temi oggetto dell’attivita’ di vigilanza in corso” . “Bene -ci siamo detti- ci sono indagini… aspettiamo”. Terminate le indagini, abbiamo risollecitato la risposta alle stesse domande aggiungendo, questa volta, altri quesiti relativi all’interpretazione della normativa emanata dalla stessa Consob, quesiti che traevano evidente spunto dai contratti MyWay-4You.

La Consob ci ha risposto sostenendo che “non puo’ esprimersi pubblicamente circa la legittimita’ dei contratti in questione e del comportamento dell’intermediario. Non competono, infatti, all’Istituto poteri/doveri di qualificazione giuridica dei medesimi contratti dal punto di vista civilistico”. Adesso, posto che nessuno ha chiesto alla Consob, come è stato da noi ribadito nella precedente corrispondenza, di pronunciarsi sulla “legittimita’ dei contratti, né di qualificare giuridicamente gli stessi” non si comprende come mai la Consob non potrebbe pronunciarsi sul comportamento dell’intermediario.

Ma soprattutto, e’ prassi consolidata che la Consob risponda a quesiti relativi all’interpretazione della normativa che la stessa emana. Nel solo 2004, ad esempio, 5 sono state le comunicazioni di carattere generale e 12 le risposte a quesiti sull’interpretazione e sull’applicazione di norme di legge e di regolamento riguardanti la materia degli emittenti e la sollecitazione all’investimento, la prestazione di servizi di investimento e l’operativita’ sui mercati regolamentati (fonte newsletter Consob anno XI – N° 1 – 3 gennaio 2005).

Non solo, l’allora presidente, Tommaso Padoa Schioppa, nella comunicazione CONSOB n. DIS/97012083 del 28-11-1997, ha scritto: “E’ prassi consolidata della Consob fornire risposta ai quesiti, relativi a materie di competenza istituzionale, posti da operatori e organismi del mercato, associazioni di categoria, studi professionali, risparmiatori e relative associazioni rappresentative.

Pur non rientrando tra le attività dovute, la Commissione è consapevole che la risposta fornita ai quesiti posti da soggetti del mercato rappresenta uno strumento che concorre allo svolgimento delle attribuzioni istituzionali, in quanto consente di fornire indirizzi interpretativi e applicativi di norme e di rendere omogenei i comportamenti degli operatori, contribuendo così alla tutela degli investitori”

[…] La Commissione si riserva di esaminare anche quesiti relativi a fattispecie ipotetiche o astratte nei casi in cui, a suo giudizio, la risposta a tali quesiti possa consentire di definire indirizzi interpretativi di particolare rilevanza e d’interesse generale.”

Cosa avevamo richiesto di tanto compromettente alla Consob per ottenere un “non-risposta” del genere? Semplicemente una serie di domande tecniche di diritto dell’intermediazione finanziaria come la seguente: “Puo’ un contratto abbinato alla sottoscrizione di quote di fondi comuni d’investimento imporre degli oneri e dei vincoli a carico del sottoscrittore non previsti dal regolamento del fondo stesso?”

Se la Consob non puo’ rispondere a domande di questo genere, a cosa serve? Aboliamola, visto che non ritiene di pronunciarsi neppure sulle materia di sua strettissima competenza.

Data la sconcertante risposta, abbiamo ritenuto che evidentemente dovevamo esserci spiegati male. Per questo, Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio, sospendendo il digiuno predecentemente annunciato, ha chiesto al presidente Cardia un incontro per chiarire sia le richieste dell’Aduc sia gli intendimenti dell’Istituto circa l’opportunita’ di utilizzare i propri poteri al fine di tutelare i risparmiatori coinvolti in questa vicenda.

Il testo completo dell’epistolario puo’ essere visionato su questo indirizzo