Scandalo intercettazioni-Murdoch: arresti imminenti in UK

7 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Cinque giornalisti e diversi dirigenti del tabloid britannico News of the Worlds, travolto dallo scandalo delle intercettazioni illegali, potrebbero essere arrestati nei prossimi giorni.

E’ quanto scrive il quotidiano “The Times”, mentre un altro giornale, il Telegraph, rivela che l’investigatore privato che lavorava per il tabloid, Glenn Mulcaire, avrebbe intercettato anche i telefoni dei familiari dei soldati britannici morti in Iraq e Afghanistan.

Ieri, il gruppo di Rupert Murdoch che possiede il tabloid, News International, ha fatto sapere di essere vicino all’identificazione di quanti hanno autorizzato le intercettazioni.

Sempre ieri, sulla vicenda è intervenuto lo stesso magnate australiano, che ha difeso il tabloid e l’attuale amministratore delegato del gruppo, Rebekah Brooks, ex direttore di “News of the World”.

In Gran Bretagna intanto cresce l’indignazione dell’opinione pubblica e del mondo politico per le pratiche spregiudicate del tabloid. Il leader laburista, Ed Miliband, si e’ unito al coro di quanti chiedono le dimissioni di Rebekah Brooks, l’ex direttrice di News of the World passata alla guida di News International, la societa’ proprietaria della testata.

Lo scandalo e’ partito dalle intercettazioni del telefono di Milly Dowler, una tredicenne rapita e poi uccisa nel 2002: l’investigatore assoldato da News of the World cancello’ alcuni sms della ragazza facendo credere ai genitori e agli inquirenti che fosse ancora viva.

Sono anche emerse intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta su Holly Wells e Jessica Chapman, le due piccole studentesse uccise nel 2002 a Soham, nel Cambridgeshire, sui familiari di alcune delle 52 vittime dell’attentato del 7 luglio 2005 a Londra e anche su quelle dello tsunami in Indonesia: tutto per captare qualche esclusiva e magari intervista.

Il gruppo News International ha fatto sapere che sarebbe assolutamente “atterrito e inorridito” se queste notizie fossero confermate. Lo scandalo, che apre uno squarcio sul modo in cui lavorano gli aggressivi tabloid britannici, domina le prime pagine di tutti i principali quotidiani britannici.