SCANDALO CALCIO, LA JUVE CROLLA ANCHE IN BORSA

12 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – L’intero consiglio d’amministrazione della Juventus ha rassegnato ieri le dimissioni. E ha convocato, per il prossimo 29 giugno, l’assemblea degli azionisti che sarà chiamata a eleggere il nuovo organo di governo. Il club bianconero ha optato per una soluzione drastica, mentre la bufera giudiziaria si arricchisce di nuovi filoni e la Juve crolla in Borsa, dove col record storico di volumi (7,6 milioni di pezzi, il 6,3% del capitale) ha chiuso a 2,11 euro (-9,38%).

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A lasciare il cda, dunque, non è stata soltanto la Triade, composta dal direttore generale Luciano Moggi, dall’ad Antonio Giraudo e dal vice-presidente Roberto Bettega. Ma anche tutti gli altri nove consiglieri, compreso il presidente Franzo Grande Stevens e l’ad della Ifil, Carlo Sant’Albano.

Dall’entourage bianconero, in silenzio stampa, nessun commento. Eccetto il comunicato con cui sono stati diffusi i dati del terzo trimestre, con ricavi a 211 milioni (+27%) e utile netto a 6,2 milioni. Ed eccetto le poche parole del consigliere Luigi Chiappero, l’avvocato che difese la Juve nel processo per doping. «Ora più che parlare bisogna pensare – ha detto – Le dimissioni del cda sono un fatto importante».

Intanto, sul fronte giudiziario, si è appreso ieri che nove squadre (tra cui Juventus, Fiorentina, Lazio, Udinese e Siena) sarebbero coinvolte nell’inchiesta della procura di Napoli. Che configurerebbe il reato di frode sportiva con la possibile retrocessione in serie minori. Uno scenario che per il club bianconero, sotto il profilo economico, potrebbe avere impatti significativi. Nell’ultimo esercizio, il 54,3% dei 229 milioni di ricavi bianconeri sono arrivati da diritti radio/tv, telefonici e Champions League e solo il 9,9% da eventi sportivi.

Proprio in attesa delle decisioni della giustizia, i legali di Mediaset e Sky starebbero già lavorando per capire se – in caso di retrocessione o penalizzazioni di vario genere – ci siano gli estremi per eventuali risarcimenti danni. Il Biscione si è aggiudicato i diritti tv dei campionati 2007-2008 e 2008-2009 della Juventus per 218 milioni (108 per il primo anno e 110 per il secondo) con l’opzione per la stagione 2009-2010 (per altri 30 milioni). Diritti che poi ha ceduto a Sky – solo per il satellite – per 157,3 milioni.

«Si potrebbe ipotizzare un danno d’immagine per la piattaforma – spiegano fonti vicine al gruppo di Rupert Murdoch – ma prima di procedere bisognerà capire se e in quali sanzioni incorrerà il club». Non solo, sia Sky sia Mediaset (che corrisponde mensilmente alla Juve i versamenti per i diritti tv) nei contratti avrebbero previsto clausole di varia natura che li cautelerebbero qualora la società bianconera subisse sanzioni sportive. Anche Nike, sponsor tecnico della Vecchia Signora, potrebbe modificare alcune clausole del contratto che la legano al club fino al 2011. Ipotizzando magari un ritocco, verso il basso, dei 13 milioni annui liquidati alla Juve.

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