San Remo, in scena crisi e disperazione

18 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

SAN REMO (WSI) – “Come inizio non c’è male”. Sanremo 2014 inizia anche con un inconveniente tecnico: il sipario del teatro Ariston si è bloccato e così Fazio è stato costretto a improvvisare, cosa che ha fatto con assoluta disinvoltura. Poi una lettura sui danni paesaggistici al nostro Paese. Durante la lettura urla in sala di due spettatori che saliti su un’impalcatura chiedevano di leggere una lettera costringendo Fazio a ripetere le gesta di Pippo Baudo ai tempi del tentato suicidio in teatro. “Chiedo scusa a tutti ma dobbiamo comprendere la disperazione, di fronte alla drammaticità di certe situazioni è difficile mantenere la calma”. Proprio all’inizio del festival Fabio Fazio si è trovato ad affrontare una situazione di emergenza con due disoccupati saliti su un’impalcatura dell’Ariston che gli hanno consegnato una lettera rivolta alle istituzioni per far conoscere il dramma del lavoro in Campania. Poi la situazione è tornata sotto controllo.

Il fuori programma e’ avvenuto durante il monologo d’apertura del festival mentre Fazio leggeva un monologo dedicato alla bellezza e partito con un riferimento al treno deragliato. A quanto si apprende due persone in galleria all’inizio del Festival hanno minacciato di buttarsi giù chiedendo che venisse letta una loro lettera alla istituzioni. ”Sono lavoratori di Pompei, Napoli e Caserta – ha spiegato Fabio Fazio quando, dopo alcuni momenti di grande concitazione, è tornata la calma – che hanno problemi di lavoro e reclamano il diritto alla loro dignità. Non c’è niente di piu’ importante di questo”.

”Il direttore di Rai1, Giancarlo Leone ha incontrato i due lavoratori che hanno protestato in apertura del festival. ”Temevano che Fazio non avrebbe letto la loro lettera – ha spiegato Leone – ma poi li abbiamo riaccompagnati in galleria ad ascoltare il conduttore ed erano commossi, avrebbero anche voluto ringraziare”.

Beppe Grillo, intanto, seduto in platea. Prima aveva improvvisato un comizio davanti al teatro Ariston.

Dopo le scene drammatiche dei due uomini sull’impalcatura, Sanremo è ripartito da uno dei momenti che passeranno alla storia del festival: Luciano Ligabue che, insieme a Mauro Pagani, canta “Creuza de ma”, nel giorno del compleanno di Fabrizio De Andrè e a 30 anni dall’uscita dell’album capolavoro che prende il titolo da questa canzone straordinaria. Una versione acustica con Pagani, che ha firmato “Creuza de ma” insieme a De Andrè, al bozouki. Ligabue, che è per la prima volta sul palco del festival, tornerà all’Ariston sabato.

Scambio fuori onda in sala tra Fazio-Grillo – Scambio fuori onda in sala tra Fabio Fazio, sul palco dell’Ariston e Beppe Grillo seduto in platea. ”Appena siamo in onda arrivo!”, ha scherzato il leader M5s. ”Ti ci metti pure tu? Ma ormai ti hanno superato”, ha risposto il conduttore riferendosi alla protesta di alcuni lavoratori che ha interrotto la serata nei primi minuti. ”Non puoi immaginare quanto mi fa piacere”, ha detto Fazio riferendosi alla presenza di Grillo, che gli ha replicato ”Parlami in diretta”. E il conduttore: ”Ora fatemi fare il Festival, altrimenti faccio Ballarò”.

Beppe Grillo è arrivato a Sanremo: il leader M5S è andato nella sede del Movimento e non ha rilasciato dichiarazioni entrando. Prima aveva ribadito su Facebook che sarebbe stato presente “fuori e poi dentro” il teatro Ariston, dove stasera inizia il festival di Sanremo. Assediato dalle telecamere e dai giornalisti, Beppe Grillo ha raggiunto il teatro Ariston di Sanremo. “La Rai è la maggiore responsabile del disastro politico ed economico di questo Paese”, ha detto. “Voglio far capire alla gente che non è più la Rai dei nostri padri”, ha aggiunto Grillo, che si è poi rivolto ai giornalisti: “Questo è un paese precario come la vostra informazione”. E ancora: “Andiamo lì dove c’è il vuoto per eccellenza, andiamo al festival di Sanremo”. Alla domanda se avrebbe ripetuto le sue critiche in sala, “sono spettatore – ha risposto – non interferisco nel programma”. Beppe Grillo è poi arrivato davanti all’Ariston: sempre assediato dalle telecamere, e’ giunto sul red carpet del teatro improvvisando un comizio. “La Rai è un servizio pubblico? Vi sembra un servizio pubblico un’azienda che perde 7,8 milioni nel 2010, 7,5 nel 2011 e quasi 5 milioni nel 2012. Adesso la Corte dei Conti ha detto state spendendo troppo, dovete abbassare i costi”. “Dobbiamo riprenderci la Rai: il servizio pubblico senza partiti e senza pubblicità dentro, dobbiamo cambiare l’azienda”. E’ un passaggio dell’intervento di Beppe Grillo nel suo comizio improvvisato davanti all’Ariston di Sanremo. Nel mirino anche il dg della tv pubblica: “Gubitosi ha portato le perdite dall’azienda da 200 a 400 milioni. E ora dove andrà’ All’Eni, all’Enel, magari con 4.5 milioni di buonuscita? E’ questa la Rai che volete? E poi il Tg1, il Tg2 e il Tg3 gestiti dai partiti… basta!”. “La Rai – ha detto ancora Grillo – ha 13 mila dipendenti che costano 1 miliardo e 700 milioni, ma danno 1,4 miliardi in appalti esterni, non lo farebbe neanche una società privata”. Nel mirino di Grillo, anche il direttore di Rai1 Giancarlo Leone, a suo giudizio colpevole di aver gioito per la raccolta pubblicitaria che ha superato i costi del festival (“una balla perché si è azzerata la raccolta sugli altri canali”). E ancora, rivolto al pubblico fuori dell’Ariston, “tutto questo avviene con i soldi vostri, pagati con il canone. Allora andate a casa ed appendetevi per i piedi perché questo è un paese al contrario. O vi rovesciate o non capirete niente”.

Nel mirino di Beppe Grillo, nell’intervento davanti al teatro Ariston di Sanremo, anche il premier incaricato: “Renzi è il vuoto assoluto, un cartone animato. È stato mandato al governo dalle banche”.

Dopo il comizio improvvisato davanti all’Ariston, Grillo è entrato in teatro e ha preso posto in platea, in una posizione piuttosto defilata dopo la metà della sala. Entrando ha mostrato ai giornalisti i suoi biglietti “regolarmente acquistati per me e per mio figlio”. Beppe Grillo promette che guarderà ”con tranquillità” la prima serata del festival di Sanremo dalla platea dell’Ariston. ”Che cosa vuole che faccia?”, risponde a chi lo intercetta nel corridoio. ”Non sono un disperato. Non sono mica Cavallo pazzo?”.

“Non prevediamo in nessun modo che qualcuno salga sul palco durante il festival. Grillo? Ribadisco che non solo è un leader politico, ma anche un uomo di spettacolo e sa che uno spettacolo non va interrotto. Del resto non consentiremo che ci sia alcuna interruzione”. Lo ha detto il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, tornando a parlare dell’eventuale blitz di Grillo. “Tutto quello che succede fuori dall’Ariston non è di nostra pertinenza. Per quello che succede dentro, non credo ci sarà questo tipo di problema”. Sarebbe un abuso interrompere lo spettacolo, ma insisto, siamo convinti che non accadrà. Se poi si possa individuare il profilo penale di un’interruzione di pubblico servizio, non è il nostro mestiere né il nostro intento approfondirlo. Dobbiamo solo assicurare il regolare svolgimento del festival e questo faremo”. In questi termini il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, è tornato sul caso Grillo e sull’ipotesi che un’eventuale interruzione della serata del festival di Sanremo possa configurare un reato.

Vania Ardito, moglie di Salvatore Girone, e Paola Moschetti, compagna di Massimiliano Latorre, sono arrivate, su invito del comune, in sala stampa a Sanremo per sensibilizzare sulla situazione dei due marò detenuti da oltre due anni in India. “Siamo qui a Sanremo per dare voce a un’ingiustizia che da due anni Salvatore e Massimiliano sopportano, l’ingiustizia che due militari in missione hanno subito da un governo con l’inganno. Da questo inganno bisogna partire per comprendere due anni di 27 rinvii”. E’ la testimonianza di Vania Ardito, moglie di Salvatore Girone, e Paola Moschetti, compagna di Massimiliano Latorre, arrivate in sala stampa a Sanremo. “Il sindaco ha voluto che fossimo qui, ci ha anche invitate alla serata ma questo non avverrà – ha spiegato – perché non siamo dell’umore giusto per una festa della musica”. “Il tema dei nostri Marò in India è estremamente delicato e importante, perché riguarda la vita e il futuro di due nostri connazionali, un futuro legato a una serie di variabili oggetto di valutazioni giuridiche anche di natura internazionale. Temi, questi, che scoraggiano chiunque non sia un organo di informazione di trattarli, tanto più all’interno del festival della canzone italiana”. Lo dice all’ANSA il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, interpellato dopo la conferenza improvvisata nella sala stampa dell’Ariston dalle mogli dei due marò. “Se il Comune e il sindaco – aggiunge Leone – hanno giustamente voluto rendere merito alle mogli dei marò, è cosa più che corretta. Ma non possiamo e non dobbiamo permetterci il rischio di parlare di loro fuori di un contesto strettamente informativo. Ecco perché il tema continuerà ad essere trattato dalla Rai nei luoghi previsti, cioè l’informazione”.

Baudo, selezione frettolosa, canzoni che durano poco – “Quelle di Sanremo sono canzoni che durano poco. Ai nostri tempi le canzoni duravano anni, le canti ancora oggi. Oggi queste canzoni dopo un mese te le sei già scordato perché non significano niente. La selezione viene fatta in maniera molto frettolosa e pigli gli scarti delle cose che sono andate altrove”. E’ il ragionamento fatto da Pippo Baudo questa mattina ospite di “Teo in tempo reale”, il programma di Radio Monte Carlo presentato da Teo Teocoli, Monica Sala e Max Venegoni a proposito del Festival di Sanremo la cui 64ma edizione si apre questa sera. (ANSA)