SALVIAMO LE GALAPAGOS, PRIVATIZZANDOLE

7 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Torino, 7 mag – Il recente allarme dell’Unesco sul rischio che il turismo di massa distrugga i delicati equilibri ecologici delle isole Galapagos pone la questione di come tutelare i paradisi naturali. Per l’Istituto Bruno Leoni, il mercato e le privatizzazioni possono fornire gli strumenti necessari. Il Focus “Salvare la Galapagos. Una modesta proposta”, di Novello Papafava, mostra come alla radice del problema non stia l’eccessivo sfruttamento capitalistico, ma l’assenza di diritti di proprietà chiaramente definiti. Papafava sostiene che la gestione pubblica è necessariamente inefficace, in quanto “i burocrati incaricati non hanno il minimo interesse economico personale né le conoscenze necessarie ad amministrare sapientemente i beni che amministrano”. Al contrario, la vendita delle aree più pregiate potrebbe consentire ad associazioni ambientaliste di acquisire il controllo su quelle zone e “gestire tale patrimonio contemperando gli introiti molto consistenti del turismo ecologico e scientifico con l’impatto subito dalla fauna e dalla flora locale. Oppure, attraverso il loro esercito di avvocati, potrebbero ottenere ingenti risarcimenti dalle compagnie petrolifere che provocano danni alle isole e ottenendo un allontanamento delle rotte delle navi”. Per Carlo Stagnaro, direttore Ecologia di mercato dell’IBL, “il Focus di Papafava esegue una chiara diagnosi del problema e suggerisce l’unica terapia in grado di creare gli incentivi corretti alla conservazione. La sfida è soprattutto per gli ecologisti: avranno il coraggio di sostenere quelle riforme indispensabili a proteggere, davvero, l’ecosistema?”.