Salvare Deutsche Bank metterebbe fine all’Europa unita

21 Settembre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Deutsche Bank è l’unico istituto di credito di rilevanza sistemica in Germania, pertanto il governo Merkel non permetterà mai che questa fallisca. Senza Deutsche la Germania non siederebbe più intorno al tavolo della grande finanza globale. La Francia, in confronto, può contare su tre grandi banche sistemiche. Anche l’Inghilterra non avrebbe problemi la prossima volta che partirà un effetto domino e i debiti imploderanno in massa.

Con Deutsche Bank non solo la Germania, ma l’Europa intera si gioca tutto. Senza Deutsche Bank la Francia potrebbe scalzare la Germania e spostare gli equilibri in Europa. Mantenere un equilibrio tra Francia e Germania è la chiave perché l’Europa possa rimanere in piedi, è così dalla Seconda Guerra Mondiale.

Una risoluzione di bancarotta scatta quando una società non è più solvibile o non è in grado di dimostrare di poterlo essere. Chi decide se un istituto di credito ha la possibilità di diventare un’azienda solvibile in futuro? Le autorità di regolamentazione lasciano che sia il governo a deciderlo. E la Germania come detto non è credibile che lasci fallire Deutsche Bank.

L’istituto di credito viene giudicato dagli analisti di Societe Generale sottocapitalizzato anche nel caso in cui non si verifichino eventi disastrosi. La banca, ormai è risaputo e denunciato, siede su centinaia e centinaia di miliardi di euro di contratti derivati. Potrebbe diventare quello che per gli Stati Uniti è stata Lehman Brothers nel 2008, all’alba della crisi subprime, la crisi più grave dai tempi della Grande Depressione.

L’opzione “banca zombie” come Unicredit

A quel punto allora le opzioni sono due. La prima è seguire l’esempio di UniCredit. La banca valeva mille miliardi di euro, era la prima banca del paese. Aveva comprato le banche della Baviera e dell’Austria. Tuttavia, se a livello di fatturato e grandezza era il primo gruppo indiscusso del nostro paese, davanti a Intesa Sanpaolo, i prezzi di Borsa non rispecchiavano questo status.

Al suo picco a maggio 2007, valevano 7,6 euro. Da allora il valore di mercato è calato gradualmente e progressivamente. Ma il governo italiano non è mai intervenuto. UniCredit, un tempo orgoglio nazionale, sta diventando una banca zombie, ma le autorità non fanno nulla per porvi rimedio. Difficile pensare che i tedeschi possano fare lo stesso: sarebbe un affronto alle politiche industriali e finanziarie tedesche. A quel punto sarebbe meglio forse farle fare default.

Salvare Deutsche Bank sarebbe fine dell’Europa

Ma se la Germania non volesse accettare le conseguenze finanziarie che porterebbe una situazione di default o lasciare che Deutsche Bank diventi una banca zombie, allora l’unico modo sarebbe una rivoluzione politica sul piano europeo.

Se il governo ritiene che non intervenire per salvare Deutsche Bank possa infliggere danni ingenti alla Germania, mettendo a repentaglio la sua posizione dominante in Europa e nel mondo, diventerebbe una questione di orgoglio nazionale, di sopravvivenza. Il governo salverebbe la banca, a tutti i costi.

Secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt un bail-out potrebbe essere necessario: “alcuni hanno persino avanzato l’ipotesi che il governo salvi la più grande banca di Germania: ciò sarebbe un momento di svolta e un colpo duro da incassare per la prima economia d’Europa”.

Ma salvare Deutsche Bank con i soldi pubblici equivarrebbe a sancire la fine dell’esperimento dell’Europa unita. Il governo tedesco demolirebbe in un solo colpo le politiche europee su bail-in, bail-out, debiti pubblici e regime di austerity. Bce, Berlino e la Bundesbank perderebbero la loro autorità. Italia, Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda avrebbero luce verde per fare lo stesso con le loro banche nazionali in difficoltà.

Ecco perché Deutsche Bank ha un’importanza sistemica non solo per la Germania, bensì per l’Europa intera.