Salute e hi-tech: la postura giusta quando si usa un tablet

9 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia
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MIlano – Tutti pazzi per i tablet: sono l’oggetto del desiderio di oggi, forse ancora più degli smartphone. Tutti li vogliono e le vendite di questi computer touch-screen sottili e leggeri stanno surclassando quelle degli altri prodotti elettronici. Ma per colpa di posizioni scorrette iPad e compagnia potrebbero provocare dolori a collo e spalle. Potevano mancare allora le raccomandazioni d’uso con il «bollino» della scienza? Ecco quindi uno studio dell’università di Harvard, accessibile a tutti sul sito web della rivista «Work: a Journal of Prevention, Assessment and Rehabilitation», che dà le prime indicazioni per prevenire il «mal di tablet».

Jack Dennerlein, esperto del Dipartimento di Salute ambientale a Harvard, spiega perché ha voluto studiare l’argomento: «Il successo enorme e immediato dei tablet non ha permesso di sviluppare linee guida per ottimizzare il benessere e la comodità degli utenti; l’uso di questi strumenti comporta infatti posizioni molto diverse rispetto a quelle assunte stando davanti a un normale computer, con una flessione maggiore di collo e testa che può favorire dolori a collo e spalle». Per individuare la «posizione da tablet» Dennerlein ha sottoposto 15 volontari a vari test usando due diverse marche di prodotti con le rispettive custodie, l’iPad2 della Apple con la sua Smartcover, che consente di usarlo con inclinazioni di 15 o 73 gradi, e lo Xoom Motorola con il Portfolio Case che prevede due angolazioni d’uso, 45 e 62 gradi.

I volontari hanno testato l’utilizzo dei tablet tenendoli semplicemente in grembo, poggiandoli sulle gambe ma con l’inclinazione minore, piazzandoli su un tavolo con le due diverse angolazioni permesse dai case. Ai partecipanti è stato chiesto di navigare su internet, rispondere alle mail, giocare, leggere o guardare film, ovvero le occupazioni per cui più spesso i tablet vengono impiegati; nel frattempo, Dennerlein misurava con un sistema tridimensionale a infrarossi le posture di testa e collo, l’inclinazione dello sguardo e la distanza mantenuta dal tablet.

Il grado di flessione di testa e collo è risultato molto superiore a quello che si ha con un computer classico, desktop o portatile, poggiato sul tavolo; inoltre, variava parecchio a seconda delle diverse posizioni e anche fra i due prodotti. L’unica posizione neutra si aveva sistemando il tablet su un tavolo con la sua maggiore inclinazione, in pratica più verticale possibile, come fosse lo schermo di un portatile. È d’accordo Paolo Cherubino, vicepresidente della Società italiana di Ortopedia e traumatologia, che però ci tiene a tranquillizzare tutti gli amanti di iPad e simili: «I “danni” da tablet non sono paragonabili a quelli da computer fisso: nel secondo caso infatti si mantiene molto a lungo la stessa posizione, condizionata peraltro dall’altezza del tavolo e della sedia oltre che dall’orientamento dello schermo. Una posizione viziata mantenuta a lungo determina contratture muscolari in collo e spalle e quindi dolori a collo, nuca e schiena, per giunta spesso difficili da risolvere. Con i tablet la faccenda cambia, perché per loro stessa natura vengono usati in qualunque posizione e in ogni situazione – prosegue l’esperto.

La frequenza di disturbi legati a posizioni d’uso “costrette” è perciò inferiore: se sento fastidio, inevitabilmente cambio posizione e riduco il rischio di contrarre troppo a lungo gli stessi muscoli. Detto ciò, non tenere il tablet in grembo ma metterlo su un supporto più alto, come un tavolo appunto, e sistemare il case nella sua angolazione più verticale è sicuramente il modo migliore per salvaguardare collo e spalle, perché il grado di flessione è minore. A patto però di non dover scrivere: in tal caso questa posizione diventa immediatamente molto scomoda per braccia e mani».

Se si devono scrivere email o testi, l’ortopedico consiglia di piazzare il tablet su un tavolo alla sua inclinazione inferiore assicurandosi che tavolo e sedia siano a una giusta altezza, tale da permettere una posizione comoda per spalle e braccia: in questo modo digitare sulla tastiera è agevole e non provoca disagi neppure a chi ha disturbi come l’artrosi alle mani.

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