Salta l’accordo fiscale tra Germania e Svizzera

17 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Rubik appartiene ormai al passato: il partito dei Social Democratici (SPD) tedeschi sembra ormai deciso a fare fronte unito nella sua strenua opposizione all’accordo di condono fiscale stretto tra Berlino e Berna.

Secondo il quotidiano di Monaco Süddeutsche Zeitung, i dirigenti del Partito Socialista avrebbero infatti trovato un accordo per respingere Rubik in maniera unanime al Consiglio federale nel voto del prossimo novembre.

I Länder (le regioni della Germania) del SPD e degli ecologisti del partito dei Verdi detengono la maggioranza nella parte alta della Camera del Bundesrat, ovvero il Consiglio federale. “L’accordo e’ praticamente morto”, ha spiegato al giornale una fonte autorizzata del SPD.

“E’ una buona cosa che le regioni abbiano scelto di bloccare questo accordo. Facilita l’evasione fiscale dei piu’ ricchi”, ha dichiarato Thomas Oppermann, porta parola del gruppo parlamentare dei socialisti dell’SPD.

La sinistra accusa Angela Mer­kel di non aver negoziato bene questo accordo se si prendono in considerazione le concessioni enormi ottenute dagli Stati Uniti nel dossier.

Per esempio i servizi fiscali americani ottengono l’identita’ dei clienti delle banche svizzere. Non quelli tedeschi.

La decisione definitiva arrivera’ in settembre, il che lascia ancora un piccolo spiraglio. Da oggi il partito liberal conservatrice di Angela Mer­kel tentera’ di convincere l’SPD a cambiare un’altra volta posizione. Ma in vista delle elezioni federali, previste a settembre 2013, l’SPD e’ probabile che faccia orecchie da mercante.

Malgrado l’impopolarita’ dell’intesa con la Germania, i conservatori restano determinati a fare passare il condono fiscale al Consiglio Federale.

Si tratta di non dover rinunciare alle entrate fiscali supplementari che arriverebbero dalla Svizzera.

“Se ne discutiamo ancora per tre anni, non ci saranno piu’ soldi. Il denaro – si sa – e’ volatile. L’accordo fiscale ci permetterebbe di ottenere entrate fiscali supplementari di diversi miliardi”, ha insistito Volker Bouffier del gruppo politico di Merkel, l’Unione dei Cristiano Democratici (CDU).