SAI-FONDIARIA: CONSOB, CI VUOLE L’OPA

11 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

Consob venerdì sera ha deciso che Sai ha agito assieme a Mediobanca quando ha comprato il 28,7% di Fondiaria da Montedison, e quindi deve lanciare un’ Offerta pubblica di acquisto (OPA) sulla totalità delle azioni Fondiaria.

Mediobanca ha negato l’esistenza di un accordo con Sai.

Sai sperava di evitare l’Opa tenendosi sotto il tetto del 30%, oltre il quale, secondo la legge Draghi, scatta l’Opa obbligatoria. Ma siccome Mediobanca possiede il 13,8% di Fondiaria, e secondo Consob Sai e Mediobanca hanno agito d’accordo (”di concerto”), le due società controllano quasi il 43% di Fondiaria e devono quindi lanciare un’Opa sull’intera Fondiaria.

L’Opa, secondo la legge, dovrebbe avvenire ad un prezzo intorno ai 7,7 euro per azione, cioè la media aritmetica tra i 9,5 euro pagati da Sai e il valore attuale del titolo in borsa, 5,9 euro.

Non è certo, però, che l’Opa avra’ luogo, anche perché occorre ancora il via libera da parte dell’Isvap, l’ente di controllo del settore assicurativo.

Wall Street Italia aveva anticipato la decisione della Consob con largo anticipo, pubblicando una breve nota lo scorso 4 agosto nella sezione RUMORS (dedicata agli abbonati ai servizi Premium).

Ripubblichiamo qui sotto il testo del nostro ”rumor”, per l’interesse dei nostri utenti:

FONDIARIA: E TORINO ORA VORREBBE UN’OPA

4 AGOSTO 2001 18:18 La novita’ e’ che il lancio di un’offerta pubblica di acquisto sulla compagnia fiorentina, fatti i debiti conti, ha strategicamente senso.

Sulla questione Fondiaria, e sull’obbligo o meno di Opa, il braccio di ferro e’ ancora feroce. La novita’ e’ adesso che a Torino non dispiacerebbe il lancio di un’offerta pubblica di acquisto sulla compagnia fiorentina.

Come e’ noto la Consob deve accertare se esiste un’azione di concerto fra Mediobanca (che detiene il 13,8% di Fondiaria) e Sai, che ha acquistato il 29% della Fondiaria da Montedison.

Un blocco assicurativo che comprendesse Sai, Toro e Fondiaria, avrebbe un impatto di grande potere sul mercato italiano. E’ quasi certo comunque che Mediobanca cercherebbe di resistere a questo scenario.

Alla Consob si trincerano dietro un rigido ”no comment”. Secondo ambienti finanziari, la decisione dell’organo di controllo, che potrebbe essere presa entro questa settimana, e’ resa piu’ difficile dal fatto che dei cinque commissari incaricati di esaminare il dossier Fondiaria, compreso il presidente Luigi Spaventa, uno e’ in vacanza.

Un’Opa sulla totalita’ delle azioni Fondiaria costerebbe circa 3.000 miliardi, stando a voci di mercato. Il prezzo sarebbe stabilito facendo la media aritmetica fra i 9,5 euro pagati da Sai per il 29% e la media ponderata dei prezzi registrati da Fondiaria negli ultimi dodici mesi, un valore che si aggira attorno a 6 euro.

Qui sotto pubblichiamo anche il comunicato ufficiale della Consob del 10 agosto:

Acquisto di azioni La Fondiaria da parte di SAI spa (comunicato stampa del 10 agosto 2001).

In data 1° luglio 2001 Montedison Spa, che deteneva una partecipazione di azioni ordinarie La Fondiaria Assicurazioni Spa in misura pari al 31% del capitale, ha venduto a SAI Spa 111,5 milioni di azioni Fondiaria, pari al 28,7% del capitale ordinario.

La transazione prevedeva: un impegno irrevocabile all’acquisto da parte di SAI ad un prezzo di 9,50 euro per azione, con un premio di circa il 50% sul prezzo di mercato; trasferimento e pagamento immediati di 26 milioni di azioni Fondiaria, pari al 6,75% del capitale; trasferimento delle restanti 85,5 milioni di azioni Fondiaria, pari al 22,2% del capitale, condizionato all’autorizzazione dell’ISVAP e dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (non ancora intervenute); in caso di mancata autorizzazione, identificazione da parte di SAI di altro compratore, con versamento di 500 miliardi di caparra.

La Consob ha aperto un’istruttoria su questa transazione, nel corso della quale sono stati anche ascoltati i rappresentanti di società interessate all’operazione.

La Consob, a motivo della loro rilevanza, ritiene di portare a conoscenza del mercato gli elementi sinora emersi e le valutazioni sinora formulate.

In primo luogo, le modalità con cui è avvenuta la transazione fanno desumere, ad oggi, l’esistenza di un patto parasociale, anche in forma non scritta, rilevante ai sensi dell’art. 122 del decreto legislativo 58/1998, fra SAI e Mediobanca per l’acquisto di azioni Fondiaria e per la gestione di quella società.

In secondo luogo, se e quando si perfezionerà il trasferimento del predetto 22,2% da Montedison a SAI, previo rilascio delle predette autorizzazioni, SAI acquisirà una partecipazione di controllo: verrà meno dunque l’attuale sterilizzazione del diritto di voto oltre il 2% derivante dall’esistenza di un incrocio azionario.

Pertanto, se e quando si verificheranno le suddette condizioni, SAI e Mediobanca, che a sua volta possiede il 13,785% di Fondiaria, verranno a detenere una partecipazione complessiva superiore al 30% del capitale ordinario di Fondiaria, con le conseguenze di cui agli articoli 106 e 109 del citato decreto legislativo in materia di obbligo solidale di offerta pubblica.

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L’Adusbef plaude alla decisione della Consob che ha stabilito l’opa obbligatoria per il passaggio del 28,7% di Fondiaria alla Sai, che consentira’ agli azionisti minori di guadagnare da 1000 ai 3000 miliardi.

”Il blitz di fine giugno su Fondiaria – ha dichiarato il presidente dell’associazione Elio Lannutti – ordito da una potente oligarchia finanziaria a danno degli azionisti di minoranza, adusi a trattare le societa’ quotate come trattano le indennita’ dei domestici, era stato immediatamente denunciato da Adusbef a Consob e Isvap, chiedendo loro di non autorizzare il passaggio azionario, alla Procure della Repubblica di Roma, che sulla mancata opa Montedison gia’ indagava, e di Milano”.