Saab non ce la fa, si conclude una storia durata 60 anni. Bancarotta

19 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Stoccolma, 19 dic – Dopo due anni di sforzi per salvare la compagnia, la Saab ha deciso di gettare la spugna presentando in tribunale la richiesta di bancarotta per lo storico marchio svedese.

Fondata nel 1937 con l’aiuto del governo come fabbrica di aeroplani, per oltre sessant’anni ha prodotto automobili che si sono distinte per le loro linee dinamiche e sportive, lanciando il primo concetto di car-design, mentre una compagnia separata, la Saab AB, ha continuato finora a realizzare caccia militari e sistemi di difesa.

Dopo la fine della Seconda Guerra, la Saab Automobile ha costruito il suo primo prototipo di autovettura nel 1947, avviando la prima produzione sulla linea di assemblaggio due anni piu’ tardi. Nel 1969 avvenne la fusione con la fabbrica di camion Scania, che diede vita al marchio Saab-Scania.

La Saab ha conosciuto il suo periodo migliore negli anni ottanta, quando la debolezza della corona svedese aiuto’ le esportazioni, soprattutto negli Stati Unuti e in Gran Bretagna, dove si guadagno’ una notevole reputazione grazie alla sua pionieristica tecnologia turbo.

Ma alla fine del decennio iniziarono le difficolta’ finanziarie che costrinsero la proprieta’ nel 1990 a cedere il 50% delle azioni al gigante americano General Motors, che nel 2000 assunse il pieno controllo dell’azienda. In quasi due decenni di proprita’ americana, la Saab ha chiuso in utile solamente nel 2001 e la GM, anch’essa colpita dalla crisi del mercato delel auto a livello mondiale, e’ stata costretta a cederla nel 2009 ad un’azienda di automobili di nicchia olandese, la Spiker, per 400 milioni di dollari.

Ma gli ambiziosi piani di rilancio non hanno funzionato. I 3.700 dipendenti della Saab non ricevono lo stipendio da alcuni mesi e la compagnia, ora ribattezzata Swedish Automobile, e’ rimasta con le casse all’asciutto. A nulla sono valsi i tentativi di trovare un compratore in Cina: ancora una volta e’ stata la GM a decretare la parola fine, bloccando il trasferimento delle tecnologie di sua proprieta’ alla compagnia cinese Youngman e all’azienda di distribuzione Pang Da, interessate all’affare. E per il simbolo dell’auto svedese non c’e’ stato piu’ nulla da fare.