SA DI SALE LA GRANDE FISICA TRIESTINA

1 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Trieste, 1 mar – Il comune sale da cucina (NaCl) è il sistema modello con il quale un team di ricercatori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Tanya Zykova, Davide Ceresoli e Erio Tosatti) ha studiato il nanoattrito. Una ricerca pioneristica pubblicata su Nature Materials, “Peak effect versus skating in high temperature nanofriction”. La superficie dei cristalli del sale ha la peculiare proprietà di repellere il cloruro di sodio liquido per cui, anche al punto di fusione, non si lascia bagnare, restando cioè solida. Le insolite proprietà della superficie di NaCl, che solo poche altre superfici metalliche possiedono, sono state considerate dai ricercatori della Sissa di Trieste per lo studio del nanoattrito ad alta temperatura, fino al punto di fusione. Non ci sono finora studi sperimentali di questi fenomeni, per cui la fisica dell’attrito ad alta temperatura resta ancora terra inesplorata. Pensando a futuri esperimenti da realizzare con i moderni Atomic Force Macroscopes, Zykova, Ceresoli e Tosatti hanno condotto studi teorici e una serie di simulazioni sullo slittamento di una punta di diamante di dimensioni nanometriche sulla superficie del sale a temperature crescenti, fino e oltre il punto di fusione. I risultati ottenuti dimostrano per la prima volta due tipi di comportamento diversi in relazione a due forme differenti di attrito, uno graffiante e l’altro di scivolamento. La fisica dell’attrito, seppure ancora poco esplorata, è un campo di ricerca di crescente interesse. “Basti pensare – osserva Tosatti – all’enorme frazione di consumo energetico mondiale sprecato in attrito. L’attrito indesiderato fa consumare energia e proprio la mancanza di energia (oltre all’effetto serra) sta strangolando l’umanità. L’attrito desiderato viceversa, come quello dei pneumatici in frenata, è di importanza capitale e capire come preservarlo e aumentarlo può anche salvare vite umane”.