S&P colpisce anche l’Italia: rating a “BBB+”. Taglio di due gradini

13 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – La raffica di downgrade sui rating di molti paesi dell’Eurozona è ufficiale. Dopo la fine della giornata di contrattazioni di Wall Street, è arrivata la nota di S&P, che ha confermato le indiscrezioni circolate in giornata. Dunque, l’Italia ha perso il rating A e la bocciatura è stata di ben due gradini, fino a “BBB+”.

“Il taglio riflette quella che consideriamo una crescente vulnerabilità dell’Italia ai rischi di finanziamento esterni e le negative implicazioni che ciò può avere per la crescita economica e quindi per le finanze pubbliche”. In un comunicato separato riportato dall’Ansa, Standard & Poor’s ha motivato la sua bocciatura del giudizio sull’Italia. Il contesto politico italiano è “migliorato” sotto il governo Monti e le riforme allo studio possono “migliorare la competitivita’ italiana”. Tuttavia, “ci aspettiamo che ci sia un’opposizione alle attuali ambiziose riforme del governo e questo aumenta l’incertezza sull’outlook di crescita e quindi sui conti pubblici”.

S&P ha tagliato anche il rating della Francia, portandolo dalla tripla AAA ad “AA+” e con outlook negativo ; a perdere la tripla A anche la valutazione dell’Austria, tagliata ad “AA+” anch’essa.

Il rating della Spagna è stato abbassato da “AA-” ad A, con outlook negativo. S&P ha colpito anche il Portogallo : in questo caso, il giudizio è stato ridotto da “BBB-” a “BB”, ovvero a junk.

In generale, la bocciatura è stata di due notch, ovvero di due gradini, per le valutazioni di Italia, Spagna, Portogallo e Cipro. L’Ansa riporta che il downgrade è stato di un solo gradino per Francia, Austria, malta, Slovacchia e Slovenia.

A salvarsi, e a mantenere la tripla AAA, sono state Germania, Finlandia, Olanda e Lussemburgo. Ma i rating di questi ultimi tre paesi, riporta Bloomberg, sono stati messi sotto osservazione con “negative watch”.

“A nostro avviso, le iniziative di politica che sono state intraprese in Europa nelle ultime settimane potrebbero confermarsi insufficienti ad affrontare a pieno gli stress sistematici in atto nell’Eurozona”, si legge nel comunicato di S&P.

Stasera è stata indetta subito una riunione di emergenza all’Eliseo, con il ministro delle Finanze Francois Baron, il premier Francois Fillon e il ministro del Bilancio Valerie Pecresse che si sono recati immediatamente dal presidente francese Nicolas Sarkozy.

Va sottolineato che le voci hanno iniziato a circolare gia’ nel primo pomeriggio nelle sale operative.

Non e’ la prima volta che rumor simili diffondono il panico sui mercati. Ma stavolta l’informazione e’ giunta da fonti affidabili ed ha subito avuto un impatto sui mercati, con l’euro che ha fatto un tonfo sotto $1,2650 (vedi grafico allegato).

A diffondere le indiscrezioni e’ stato un funzionario Senior dell’Eurozona, contattato dalla solitamente attendibile agenzia di stampa inglese Reuters. Anche Dow Jones ha pubblicato una notizia dai contenuti simili.
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Va ricordato che alla fine dell’anno scorso la stessa agenzia di rating aveva messo in credit watch negativo tutti i paesi tripla A rimanenti del blocco a 27, tra cui Francia e Austria.