S&P 500 ai massimi di 32 mesi, l’oro torna al top di 5 settimane

17 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street archivia la penultima seduta della settimana in territorio positivo, complice l’andamento dell’attivita’ manifatturiera dell’area di Philadelphia.

Il Dow segna +0,24% a 12.318,14 (+29,97 punti), il Nasdaq vede un rialzo dello 0,21% a 2.831,58 (+6,02 punti), l’S&P 500 si e’ portato sui massimi di 32 mesi a quota 1.340,43 (+0,31%, pari a +4,11 punti). Soltanto ieri l’indice benchmark di Wall Street aveva guadagnato ufficialmente il 100% rispetto ai minimi di marzo 2009.

A livello settoriale, ecco il quadro odierno: risorse di base (+0,9%), energetici (+0,8%), beni di prima necessita’ (+0,7%), telecom (+0,3%), utilities (+0,3%), Health Care (+0,3%), tech (+0,2%), industriali (+0,2%), consumi discrezionali (+0,1%). In calo i finanziari (-0,1%).

La giornata e’ degna di nota per la corsa di alcune materie prime: la paura dell’inflazione ha spinto l’oro ai massimi di 5 settimane e l’argento vicino al top di 31 anni; il calo delle scorte in Sud America ha sostenuto le quotazione del caffe’; la domanda in Cina e il calo della produzione in Australia hanno fatto raggiungere un nuovo record al cotone. Nel mercato petrolifero si e’ messo in evidenza per la prima volta dopo settimane il WTI (ai massimi di una settimana) rispetto al Brent.

Mentre l’Egitto ha confermato di avere ricevuto la richiesta di attraversare il Canale di Suez da parte di due navi da guerra iraniane dirette in Siria, riaccendendo cosi’ le tensioni geopolitiche, gli operatori americani hanno preferito concentrarsi sul buon dato relativo all’andamento dell’attivita’ manifatturiera nell’area di Philadelphia. Il relativo indice ha toccato a febbraio i massimi del 2004.

Sempre dal fronte macro, il Superindice, che fornisce una previsione sull’attivita’ economica americana, a gennaio e’ cresciuto ancora ma marginalmente e meno delle previsioni.

Non hanno soddisfatto le attese del mercato i prezzi al consumo a gennaio, cresciuti piu’ delle attese anche se di poco. Idem per il risultato core, depurato cioe’ da componenti alimentare ed energetica. Le richieste per sussidi di disoccupazione nell’ultima settimana sono balzate di 25.000 unita’ a 410.000, peggio delle previsioni.

Nel frattempo si e’ tornato a parlare di Fed all’indomani della pubblicazione dei verbali della riunione datata 25-26 gennaio, in cui e’ stata rivista al rialzo l’attesa sul Pil Usa nel 2011. La banca centrale ha ordinato alle maggiori banche Usa nuovi stress test. L’analisi completa dovrebbe terminare a marzo.

Si segnala il contenuto calo (-1,33%) del titolo Apple dopo che indiscrezioni di stampa hanno riferito che al numero uno del gruppo, Steve Jobs, resterebbero sei settimane di vita. I blog tecnoligici hanno sottolineato che Jobs oggi avrebbe in calendario un incontro con il presidente Obama e altri esponenti di gruppi tecnologici Usa.

Sugli altri mercati, i futures con scadenza marzo del petrolio hanno segnato un +1,6% a $86,36 il barile. Si segnale che il Brent del Mare del Nord ha invece perso l’1,2%, o $1,19, a $102,59. Si e’ cosi’ ridotto il premio con cui il greggio europeo scambia rispetto a quello americano (trend in atto da settimane e contro la normalita’): il valore si e’ attestato a $16,23 al barile dopo il record di ieri a $18,79. I trader fanno comunque notare che in vista della festivita’ Usa di lunedi’, l’attenzione e’ gia’ rivolta al contratto con scadenza aprile (+$1 a $88,84) mentre quello di marzo scadra’ tra una settimana. Rispetto a lunedi’ lo spread tra i due contratti e’ sceso da $4 a $2,50.

I contratti con scadenza aprile dell’oro sono saliti dello 0,6% a $1.385,10 l’oncia. L’argento ha guadagnato il 2,8% a $31,57 all’oncia. Sul fronte valutario l’euro ha guadagnato lo 0,26% agguantando la soglia di $1,3604 (soltanto ieri a livello intraday era scivolato in area $1,34). Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale vale il 3,5740% dal 3,6210% di ieri.