S.O.S New York: la città teme l’avanzata dell’acqua

23 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

New York comincia a prendere sul serio la minaccia che viene dal mare, ovvero l’innalzamento del livello degli oceani, e corre ai ripari: in un rapporto di 93 pagine dal gruppo di lavoro New York State Sea Level Rise sono elencate le principali soluzioni per difendere la citta’ dal previsto aumento del livello degli oceani, dovuto ai cambiamenti climatici.

Barriere di isole artificiali, nuovi edifici con basi rialzate, sistemi per difendere metropolitana, condutture idriche, del gas e reti elettriche: sono alcune delle misure contenute nel rapporto illustrato dalla rivista Scientific American e consegnato all’amministrazione dello Stato di New York.

Il piano, messo a punto dalla task-force istituita nel 2007, riguarda non solo la ‘Grande Mela’ ma anche le aree costiere piu’ esposte alla minaccia che viene dal mare. L’area da difendere comprende la citta’ di New York e si estende da Long Island alla valle del fiume Hudson, una delle regioni, secondo gli esperti dello Stato di New York, piu’ vulnerabili alla crescita degli oceani dove si prevede che entro il 2020 il livello delle acque possa salire da 5 a 12 centimetri.

Coinvolto il 62% della popolazione dello Stato di New York. Per rendere meno fragili queste zone, non solo all’alta marea ma anche agli uragani, sempre piu’ frequenti, secondo il rapporto, si dovrebbero inasprire le norme per la costruzione nelle aree costiere e considerare l’ipotesi di abbandonare queste coste e favorire la nascita di barriere naturali grazie all’espansione dei parchi naturali.

Gli esperti avvertono tuttavia che la ricollocazione di tutti gli edifici e’ quasi impossibile perche’ troppo costosa. Ma per iniziare raccomandano che almeno si allontanino dalle coste scuole, ospedali, stazioni di polizia e vigili del fuoco, e le infrastrutture dei trasporti, che si riconfigurino le costruzioni di New York City gia’ esistenti e si progettino nuovi edifici e infrastrutture con basi piu’ alte in grado di resistere a eventuali allagamenti.

Piu’ che di paratie a scomparsa (tipo ‘Mose’ di Venezia) in grado di difendere la baia di New York dall’alta marea o di pareti che facciano da scudo alla citta’ contro l’acqua, che sarebbero troppo costose, gli esperti indicano soluzioni definite di ‘ingegneria soft’ come l’estensione delle paludi di acque salata e barriere di isole artificiali che potrebbero offrire una protezione piu’ vasta a un costo inferiore.

Il rapporto sara’ discusso nei prossimi mesi ed e’ la base per stendere il piano definitivo in difesa della citta’ e delle coste dello Stato di New York. ”Si tratta – ha osservato Adam Freed, dell’ufficio del sindaco di New York Michael Bloomberg – di un importante passo nello sviluppo di un progetto statale per fronteggiare i rischi posti dalla crescita del livello degli oceani e dell’aumento della frequenza delle tempeste e degli uragani sulle coste”.