Russia, Scaroni: Eni avanti su asset Yukos

16 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

“Un rallentamento degli accordi con Gazprom è un’impressione sbagliata”. Così l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, a margine di un’audizione con la Commissione Ambiente alla Camera, risponde ai giornalisti che gli chiedono se ci sia qualche rallentamento con il colosso russo del gas, a fronte del fatto che né il numero uno di Gazprom, Alexey Miller, né lo stesso Scaroni partecipano due giorni fa al vertice italo-russo di Bari. “Non abbiamo mai previsto di andare a Bari – spiega Scaroni – né Miller né io. Non c’era nulla da firmare né da dirsi”. Scaroni sottolinea che “l’accordo con Gazprom è già avvenuto, firmato in forma definitiva il 31 gennaio scorso ed è già in funzione, in particolare quello relativo all’importazione di gas che mi stava più a cuore”. Rispetto, invece, agli asset del fallito colosso petrolifero Yukos, Scaroni ribadisce che”dobbiamo partecipare all’asta del prossimo 4 aprile, che comunque non ci ede insieme a Gazprom: non siamo soci in questa partita”. E a questo proposito l’amministratore delegato del Cane a sei zampe conferma che l’interesse per Arcticgaz e Urengil rimane invariato. Scaroni sottolinea che l’interesse per gli asset di Yukos è invariato, nonostante il lotto d’asta sia stato appesantito: “E’ esattamente quello che ci attendevamo”, dichiara il manager. Più in generale sulla vicenda Gazprom l’amministratore delegato di Eni riferisce che “i contatti continuano: in questo momento abbiamo quaranta persone nostre a Mosca”. Ma tiene anche a precisare che l’accordo con Gazprom e l’asta per gli asset Yukos “sono due cose separate. Salvo che per un aspetto – osserva – che per il gas che dovesse essere estratto, qualora vincessimo l’asta, il diritto di trasporto solo Gazprom ce lo può dare e ce lo ha già dato”. Alla domanda su dove sarà venduto il gas, Scaroni risponde che “si vende lì, ma si può vendere anche all’esportazione. L’idea, però, è di venderlo in Russia”.