Russia: Russneft nel mirino del fisco

31 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il magnate russo Oleg Deripaska chiede all’Authority russa il permesso per acquisire la compagnia petrolifera russa Russneft, coinvolta in uno scandalo fiscale. Lo riportano ieri numerosi organi di stampa russa confermando le voci già circolate la scorsa settimana, relative a un possibile passaggio di testimone al giovane miliardario da Mikhail Gutseriev, il fondatore di Russneft, che starebbe per lasciare la presidenza della compagnia petrolifera. Già collocato dalla rivista Forbes al trentunesimo posto della classifica degli uomini più ricchi di Russia, con un patrimonio pari a 3 miliardi di dollari, Gutseriev ora potrebbe ricevere più di 3 miliardi di dollari per i suoi asset petroliferi dal tycoon Deripaska. Secondo quanto riportato in precedenza dalla stampa russa, i due sarebbero vicini a un accordo, dopo che il tribunale di Mosca ha confermato ammanchi per 3,4 miliardi di rubli. Il fisco russo ha intentato otto cause per invalidare una serie di accordi attraverso i quali le azioni della compagnia venivano frammentate sotto diversi marchi. Congelando almeno il 30 per cento delle azioni della compagnia. E ora si annuncia l’uscita di uno dei manager protagonisti del boom energetico russo degli ultimi anni. Lo stesso che più di un mese fa reagiva con rabbia alle indiscrezioni sui controlli fiscali. Definendo “assurdità” i dettagli già apparsi sulle prime pagine di Mosca. “In due ore il giornale si trasformerà in carta igienica”, aveva aggiunto. Ma di fatto, la storia di Russneft sembra proseguire su un binario differente. Controllata e fondata da Gutseriev, la società ha compiuto un balzo significativo nell’ultimo periodo, sia per produzione che per fatturato. Già a capo della russa-bielorussa Slavneft, poi venduta a Tnk e Sibneft nel 2002. Proprio in quell’anno, a settembre Gutseriev fondò Russneft con l’acquisizione di VaryoganNeft e successivamente di Goloil, Ulyanovskneft e Nafta-Ulyanovsk. Facendone una compagnia da 60 mila barili al giorno. Gli anni più attivi dovevano però ancora venire: nel 2005 Russneft acquisisce il 50 per cento di Yukos nella Zapadno-Malobalyskoye nonchè da Tnk-Bp, la compagnia Saratovneftegaz. Fu allora che Russneft passò a una produzione di 330 mila barili al giorno. Entrando nel firmamento delle stelle del greggio russe. La produzione nel 2006 è arrivata a 14,7 milioni di tonnellate di oro blu. Quanto a Deripaska, il re dell’alluminio russo ha già da tempo imboccato la strada della diversificazione del business ed è uno dei più ricchi imprenditori in Russia. E se Roman Abramovic resta saldo in cima alla classifica di Forbes Russia, a tallonarlo sempre più da vicino c’è il giovane proprietario di Rusal e Basel – Deripaska appunto – con il suo status di miliardario in forte ascesa.