Russia: Rosprirodnadzor revoca licenze a Lukoil

16 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

L’Agenzia federale russa per l’ambiente, Rosprirodnadzor, ha raccomandato al ministero delle Risorse naturali la revoca delle licenze assegnate alle sussidiarie di Lukoil, nel distretto autonomo siberiano di Khanty-Mansiisk. L’Agenzia minaccia inoltre di revocare undici licenze concesse a Lukoil per esplorazione e sfruttamento nella regione di Komi, negli Urali. La motivazione è “sospetta violazione dei termini dell’accordo”. Commenti ai vertici di Rosprinadzor indicano problemi di inquinamento ambientale e disboscamento non autorizzato. Secondo il comunicato ufficiale del ministero, Lukoil “ha violato le condizioni della licenza e la legge sulle risorse naturali riguardo ai tempi di esplorazione e trivellazione e sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi”. L’Agenzia aveva già avvertito Lukoil di interrompere le violazioni. Se non avverrà, saranno prese ulteriori misure per ritirare le licenze. L’Agenzia per l’ambiente fa sapere che lunedì saranno ordinati controlli delle acque del fiume Kolva, a Komi, nei pressi dei pozzi petroliferi. Il numero due di Rosprinadzor, Oleg Mitvol, ha parlato anche di “abbattimento illegale di boschi” su ordinazione di Lukoil-Komi: “questa volta non finisce solo con multe”, ammonisce.
Intanto il ministro russo dell’Economia German Gref a proposito delle trattative bilaterali con gli Stati Uniti per l’ingresso nel Wto dice: “Ritengo che potremo raggiungere l’accordo finale nelle prossime due settimane”. L’annuncio, come scrive Interfax, è stato dato durante l’incontro tra il ministro russo e la sua controparte lettone. L’ultimo round di colloqui, 27-30 settembre, si era concluso con un nulla di fatto. Secondo gli ambienti finanziari se anche le trattative di metà ottobre non dovessero ottenere risultati positivi, Mosca potrebbe limitare l’import di carni di volatili.
Nel frattempo, “Vneshtorgbank, la seconda banca russa, ha già presentato una richiesta per aprire una filiale in Cina”. Lo annuncia il ministro delle Finanze russo, Alexei Kudrin, a Pechino in visita ufficiale come si legge su Interfax. “Non esistono problemi in questo caso, dobbiamo semplicemente lavorare seguendo le procedure stabilite”, precisa Kudrin, che è a capo del Board di supervsione della banca pubblica.