Russia, prima la Grecia ora l’Italia

10 Giugno 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Se gli sforzi diplomatici dell’Italia dovessero avere successo le sanzioni economiche contro la Russia potrebbero essere cancellate dopo le elezioni Usa. Una data chiave è rappresentata dal 16-18 giugno, quando Renzi incontrerà Vladimir Putin al Forum di San Pietroburgo. Il tema dell’eventuale rimozione delle sanzioni sarà poi discusso al Consiglio europeo di giugno che seguirà. Stando a quanto riportato da fonti Ue alle agenzie, le punizioni saranno rinnovate nonostante l’ostruzione di diversi rappresentanti.

Oltre alle regioni di Liguria e Lombardia anche la Baviera in Germania si è schierata apertamente a favore di un riavvicinamento dell’Ue alla Russia volto a riallacciare legami compromessi da sanzioni economicamente controproducenti. E intanto il Senato francese ha votato una risoluzione che va proprio in questa direzione.

Malgrado la crescente protesta in Ue, le sanzioni saranno con ogni probabilità prolungate di sei mesi. E difficilmente verranno rimosse prima dell’esito delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, a novembre. In ogni modo, il ruolo dell’Italia nel ricucire lo strappo è fondamentale.

Il premier Renzi sarà l’unico capo di Stato europeo presente, a dimostrazione di come il governo italiano si stia avvicinando alla Russia. Secondo il vice ministro russo degli Esteri ed ex ambasciatore in Italia Aleksej Meshkov, il viaggio del presidente del Consiglio sarà indirizzato anche a “correggere la situazione relativa al calo dell’interscambio”.

In un’intervista concessa a Sputnik il professore Antonio Fallico, Presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e Presidente di Banca Intesa Russia, ha spiegato quali sono le conseguenze negative provocate dalle sanzioni al commercio italiano e ha parlato dell’interesse crescente delle aziende italiane per il mercato russo, che potrebbe essere decisivo nello spostare la bilancia verso la Russia e lontano dagli Usa.

Il padiglione della vetrina sanpietroburghese “permetterà alle aziende italiane di presentare le loro potenzialità agli imprenditori russi ma anche di altri Paesi”. Senza contare poi i nuovi accordi per portare il gas in Europa firmati a febbraio tra Russia (Gazprom), Grecia (Depa) e Italia (Edison). Il governo Tsipras ha cercato di coltivare rapporti più stretti con la Russia di Putin, che a sua volta è interessata a avviare partnership in temi quali privatizzazioni ed energia.

Italia unico paese europeo presente

Allo SPIEF sono attesi circa 15mila partecipanti, tra cui leader politici e dirigenti di grandi imprese, non solo dalla Russia ma da un centinaio di altri paesi. L’Italia non soltanto è stata scelta come paese ospite d’onore, ma sarà il primo paese ospite d’onore in 20 anni della storia del Forum.

“Imprese italiane e russe dovrebbero firmare delle partnership e dei memorandum a lunga scadenza – ha fatto sapere Fallico – Quanto alla Banca Intesa, noi firmeremo un accordo con la Regione di Rostov che ci permetterà di allargare le nostre attività nel Sud russo, una regione molto promettente, dove siamo presenti da 15 anni”.

L’anno scorso le esportazioni italiane verso la Russia sono calate da 11 miliardi di euro a 7 miliardi di euro e le forniture russe all’Italia da 21 miliardi di euro a 15 miliardi di euro. Le cause sono diverse – c’entrano anche la svalutazione del rublo e il crollo delle quotazioni del petrolio – ma le sanzioni hanno recato danni diretti e indiretti.

“Il danno indiretto forse è il più pericoloso”, spiega il presidente di Banca Intesa Russia. “Si vede minata la fiducia, anche tra gli imprenditori dei due paesi. Questo danno è difficilmente valutabile. La presenza italiana a San Pietroburgo, la settimana prossima, avrà un’enorme importanza proprio per questo aspetto. Darà un segnale positivo al business“.

Molto promettente è in particolare il settore agricolo e agroalimentare russo, “dove l’eccellenza italiana potrebbe dare il suo contributo e utilizzare le vaste prospettive che si aprono. Attrezzature, macchinari, tecnologie, finanziamento, produzione diretta, le possibilità sono praticamente infinite. Vi segnalo che, malgrado la contrazione del PIL in Russia dello 3,7% nel 2015, il settore agricolo è cresciuto del 2,5%. Il settore innovativo è un altro con grandi potenzialità per le aziende italiane”.

I rapporti economici e diplomatici tra Russia e Unione Europea si sono deteriorati nel 2014, quando si è aperta la crisi interna in Ucraina sfociata in una guerra civile tra l’ovest del paese vicino alle forze governative pro europee e l’est dei ribelli filo russi.

Per il suo ruolo nel conflitto, il Cremlino è stato criticato da Bruxelles che insieme agli Stati Uniti e ai suoi alleati occidentali ha imposto sanzioni economiche contro la Russia in seguito all’annessione della penisola di Crimea. Mosca è accusata di essere intervenuta anche militarmente nel conflitto ucraino. La Russia nega le accuse e sostiene che le sanzioni siano controproducenti.

Fonte: Sputnik