Russia: Petrolio, A Rosneft primo asset di Yukos

28 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Rosneft compra Rosneft. E dalle ceneri di Yukos nasce un nuovo colosso del petrolio, un’Araba Fenice per il settore dell’energia russo. “Oggi (ieri, ndr) Rn-Razvitiye, controllata al 100 per cento indirettamnte da Rosneft, è stata dichiarata vincitrice di un’asta per un miliardo di azioni di Rosneft e 3,56 miliardi titoli in rubli di Yuganskneftegaz, posseduti da Yukos” annuncia in una nota la compagnia, che “intende usare le azioni acquistate come valuta strategica in cambio dei asset del gas e del petrolio in Russia e all’estero”.
Quanto all’asta di ieri, dal quartier generale di Mosca non si intende raccogliere nessuna polemica circa le modalità. “Noi rispondiamo soltanto per l’acquisto” spiega Nikolai Manvelov, portavoce di Rosneft.
“Tutto quello che riguarda la procedura dell’asta dipende dal curatore fallimentare della società petrolifera Yukos, da (Eduard) Rebgun”, aggiunge in risposta a obiezioni sulle modalità dell’asta sollevate da Victor Gerashchenko, ex presidente della società già guidata da Mikhail Khodorkorsky. Polemiche attese visto che sul piatto, ieri, c’era quel 9,44 per cento di Rosneft ancora appartenente alla Yukos. Mentre ormai da tempo il restante 75,16 per cento appartiene alla compagnia di stato Rosneftegaz. Di fatto la guardando al futuro “Rosneft considera le azioni della compagnia un investimento attraente con un potenziale materiale di crescita”. L’intento è chiaro e ambizioso. “La compagnia intende usare le azioni acquistate come valuta strategica in cambio dei asset del gas e del petrolio in Russia ed all’estero”.
E così il gigante è deciso a crescere ulteriormente. Già terza compagnia in assoluto sotto le ali dell’aquila bicipite per ricavi, Rosneft da società pubblica di modeste dimensioni è entrata fra i tre principali produttori russi di petrolio dopo l’acquisizione nel dicembre 2004 di Yuganskneftegaz, la principale filiale della compagnia petrolifera Yukos, appunto.
Lo scorso luglio, poi, la “storica” Ipo che ha raccolto 10,6 miliardi di dollari per il 15 per cento delle sue azioni. Un debutto sui mercati internazionali considerato dagli osservatori eccellente. L’asta di ieri archivia definitivamente il capitalismo d’assalto dell’era Eltsin.
E lancia lo smembramento effettivo della ex corazzata già guidata da Mikhail Khodorkovsky: l’ex uomo più ricco di Russia è in carcere in Siberia per frode ed evasione fiscale.
Mentre il comitato creditori di Yukos ha diviso in tre lotti – da vendere in due tempi, ieri e il 4 aprile prossimpo – la maggior parte degli asset della compagnia petrolifera, da agosto in bancarotta.