Russia: Oleodotto Espo, investiti 11 mld $

19 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il vice primo ministro russo Sergey Naryshkin è stato nominato coordinatore delle attività federali connesse alla costruzione del grande oleodotto Siberia-Pacifico (Espo). La nomina viene direttamente dal primo ministro Mikhail Fradkov.
Inizialmente il coordinamento era stato assegnato al ministero dello Sviluppo economico e del Commercio, ma è stata la Transneft, la compagnia incaricata della costruzione della sezione russa, che ha chiesto un impegno a livello più elevato. Espo è un progetto gigantesco, con un tracciato di 4.130 chilometri. Quando sarà completo, diventerà l’oleodotto più lungo del mondo. Secondo quanto ha reso noto da Transneft, il tubo sarà da 1.220 millimetri, con una capacità di 80 milioni di tonnellate di greggio all’anno. Avrà 32 stazioni di pompaggio e tredici serbatoi.
Raffinerie a terminal completeranno un sistema destinato a rifornire paesi come Cina, Giappone e Coree. Il petrolio che andrà sui mercati estremo-asiatici proviene per lo più dal distretto di Tomskaya Oblast, dal distretto autonomo Khanty-Mansy e dai distretti petroliferi della Siberia orientale.
L’investimento previsto è di 11 miliardi di dollari, ma recentemente la Transneft ha aumentato il suo stanziamento. La dorsale principale seguirà il tracciato Taishet-Skovorodino. Lì ci sarà una biforcazione. Un tronco andrà a Daqing in Cina, l’altro a Nakhodka, sul mar del Giappone. Il primo è il tracciato sostenuto e accelerato da Pechino, il secondo è quello preferito da Tokyo. Intanto La Duma russa ha approvato ieri la proposta che dà diritto a Gazprom e Transneft di assoldare guardie armate per speciali unità di “difesa”. Un vero e proprio esercito per difendere infrastrutture e produzione. Il testo per diventare legge dovrà essere approvato dal ramo alto del Parlamento, il Consiglio di federazione, e successivamente promulgato dal presidente russo Vladimir Putin.
La bozza prevede anche la possibilità di ottenere dagli organi degli Interni “armi e mezzi speciali per utilizzo temporaneo”. I “soldati” di Gazprom e della compagnia che gestisce la rete di oleodotti, richiesta dalle autorità federali, oltre alle attività di sicurezza sui siti di estrazione, lavorazione, magazzino e trasporto. Il progetto non prevede l’allocazione di fondi dal budget federale: il finanziamento spetterà alle società.