Russia: Offerta di Aeroflot su Alitalia

19 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Uno dei maggiori azionisti di Aeroflot, Alexander Lebedev, ex ufficiale del Kgb diventato poi imprenditore e deputato di Russia Unita (il partito che sostiene il presidente russo, Vladimir Putin), si è detto ieri “allibito” dal progetto della compagnia di bandiera russa di acquistare la compagnia di bandiera italiana Alitalia, sostenendo di non essere stato informato e insinuando l’ipotesi di un eventuale intervento politico dall’alto.
“E’ ripugnante. Non hanno chiesto il nostro parere. Non ci hanno messo al corrente. Da quando abbiamo ricevuto l’informazione su questa transazione, abbiamo analizzato la situazione e siamo rimasti semplicemente sbalorditi”, dichiara al quotidiano Gazeta, che titola “Il segreto militare della marcia italiana”. “Forse c’è un segreto militare che non conosciamo. Può darsi che Alitalia non sia così in fallimento”, ironizza Levedev, che controlla indirettamente il 30 per cento della società aerea russa. “Si ha l’impressione che i dirigenti di Aeroflot non lo facciano di loro spontanea volontà, se è vero che la decisione di marciare verso l’Italia è stata presa sulle vette della politica inaccessibili ai radar degli esperti”.
Il direttore generale aggiunto di Aeroflot, Lev Koshliakov, respinge tale ipotesi dalle colonne dello stesso quotidiano: “Non c’è alcuna direttiva venuta dall’alto. Il progetto è realizzato dai dirigenti della compagnia in accordo con gli azionisti principali”, spiega. Tuttavia, sottolinea il giornale, deve esserci qualche malinteso se uno dei principali azionisti sostiene di non essere stato informato del progetto d’acquisto di Alitalia.
Lebedev, che figura al centonovantaquattresimo posto nella classifica di Forbes dei duecento uomini più ricchi del mondo, è stato tenente colonnello del Kgb e ha lavorato sotto copertura diplomatica a Londra dal 1988 al 1992, come si legge nella sua biografia ufficiale. Il miliardario, eletto inizialmente nel partito nazionalista moderato “Rodina” (in italiano si legge Patria), passa poi nelle file di “Russia Unita” ed è considerato un esponente politico di un certo rilievo.
e. p.