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Russia: il governo investe nell’hi-tech

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L’economia russa crescerà a un tasso annuo del 6,6 per cento nel 2006, ha riferito l’agenzia di stampa Interfax citando il Ministero dello Sviluppo Economico e del Commercio. E sulla scia di questi dati confortanti riscontri e previsioni, il Governo russo ha approvato la costituzione di una società statale che dovrà investire 15 miliardi di rubli (quasi 500 milioni di Euro) nell’alta tecnologia. La Società è destinata a supportare gli investimenti tecnologici e a diversificare l’economia dalle materie prime. Creerà da 8 a 15 fondi, da gestirsi a opera di società private, ha detto nella riunione del Gabinetto il Ministro del Commercio e dello Sviluppo Economico, German Gref, secondo quanto riferito dall’Agenzia di stampa Interfax. “Noi miriamo ad attrarre più di 30 milioni di rubli (quasi un miliardo di Euro) nel settore dell’alta tecnologia per la fine del 2007”, afferma con comvinzione il ministro Gref. La Società, che dovrebbe essere costituita alla fine di questo anno, è un primo passo importante nella costruzione di un settore competitivo dell’alta tecnologia. Essa riceverà il suo capitale iniziale dal fondo statale di investimento, chiamato anche Fondo di Infrastruttura. I suoi fondi di investimento gestiranno da 600 milioni a 1,5 miliardi di rubli ciascuno, riferisce Interfax. Il supporto statale dovrebbe andare di pari passo con incentivi per attrarre piu’ finanziamenti dal settore privato per la ricerca e lo sviluppo e per assicurare che gli investimenti siano resi più efficienti, ha detto la Banca Mondiale in un recente rapporto. Le società di gestione dei fondi riceveranno in pagamento il 2 per cento del portafoglio che gestiscono e il 20 per cento dei rendimenti che determinano, ha aggiunto la nota Interfax. La Russia attualmente raccoglie quasi tutti i profitti ricavati dal settore petrolifero in un fondo creato per combattere l’inflazione, mantendo i petrodollari fuori dall’economia. Il fondo si attestava su 67,3 miliardi di dollari all’inizio di agosto. Ma gli economisti hanno avvertito che il Paese ha bisogno di cominciare a usare i suoi proventi del petrolio e del gas per promuovere altri settori dell’economia, specialmente quelli in cui la trazionalmente forte scolarizzazione della popolazione in matematica e scienze può essere usata come un vantaggio competitivo. I proventi del petrolio e del gas contano per circa il 60 per cento dei redditi del budget federale del Paese, lasciando la Russia vulnerabile a un’improvvisa caduta nei prezzi dell’energia.