Russia: Greggio, si diversifica via mare

17 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo l’ultima disputa petrolifera Mosca-Minsk, la Russia “pianifica” una svolta nella politica energetica e delle forniture verso l’Europa occidentale. Per questo il Governo di Mosca “ha avviato intense trattative con Transneft”, dice al quotidiano Berliner Zeitung il vice ministro dell’Economia russo, Andrej Sharonov, per non far transitare più in futuro le fornitura d’energia attraverso la Bielorussia. Transneft è il gestore monopolista russo dell’oleodotto Druzhba. “In primo piano è allo studio la deviazione del greggio verso il porto russo di Primorsk sul Baltico”, spiega Sharonov. La capacità di movimentazione del porto dovrebbe passare da 45 a 120 milioni di tonnellate annue, pari alla metà del greggio che attualmente passa per la Bielorussia. Come già annunciato dal ministro dell’Industria e dell’Energia Viktor Khristenko, la diversificazione delle vie d’approvvigionamento del greggio “non si può fare in due giorni”. Ma secondo Mosca è “la misura piu importante, difficile e costosa” per tutelare i clienti europei, aggiunge Sharonov. Oltre all’ampliamento del porto di Primorsk sul Baltico, il vice ministro dell’Economia russo prospetta anche altre ipotesi alternative per il trasporto del greggio. Ad esempio, una tratta settentrionale nel mare di Barents, un ampliamento del porto di Noworr sul Mar Nero, di quello di Odessa in Ucraina e la contemporanea costruzione di un oleodotto da Burgas, in Bulgaria, verso il porto greco sul Mediterraneo di Alessandria. Senza passare per territori di transito, secondo direttrici “veloci e sicure”, l’aquila bicipite “potrà dimostrare di essere un partner affidabile per l’Europa”, spiega la scorsa settimana Vladimir Kvint, professore all’American University’s Kogod School of Business ed esperto internazionale in materia energetica. Lo stesso Kvint è, tra l’altro, dal 2006 presidente del consiglio d’amministrazione di Morskoi Vokzal, uno dei principali progetti di investimento nel porto marittimo di San Pietroburgo (Russia). Intanto il colosso energetico russo Gazprom pianifica una campagna per migliorare all’estero l’immagine, che le varie controversie sul gas con i Paesi vicini, da ultima la Bielorussia, appannano decisamente. Lo si legge nel quotidiano Kommersant, secondo cui Gazprom sta negoziando un contratto di milioni di dollari con un consorzio di pubbliche relazioni facente capo alla Pbn di Washington. Il portavoce di Gazprom, Denis Ignatyev si limita a confermare le trattative con Pbn. Le indiscrezioni di Kommersant dicono che Gazprom punterà la campagna specialmente nell’Unione europea e negli Stati Uniti. Il contratto, dell’importo di 11 milioni di dollari, avrebbe durata triennale. Entro i confini nazionali, Gazprom può contare sulla partecipazione in diversi media, quali il quotidiano Izvestia, il canale televisivo Ntv e la radio Eco di Mosca.