Russia: Gazprom-Eni, Impianto Gnl sul Baltico

10 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

L’acquisizione degli asset Yukos ha tutta l’aria del primo passo di una lunga marcia di collaborazione tra Eni e Gazprom, che prossimamente potrebbe portare il gruppo del Cane a sei zampe a costruire per il colosso russo un impianto per la produzione di Gnl sul Baltico, e che soprattutto potrebbe consegnare ai russi una serie di “doni libici” ora in dote agli italiani.
Sul piatto c’è quel 40 per cento di Eni Power che fa gola al gigante russo del metano, in attesa di concretizzare il proprio ingresso diretto in Italia. La misura delle concessioni dipenderà da quali saranno le proposte alla società italiana in Russia, sostiene la stampa moscovita. E tra gli obiettivi Eni in terra russa spunta una novità, annunciata dal dirigente della divisione Eni Gas&Power Marco Alvera, passata inosservata nella grande mobilitazione per gli asset Yukos: Eni, dice Alvera, conta sulla vittoria all’asta per la costruzione per Gazprom di un impianto di produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) sulla riva baltica russa. Quanto ai russi, riportano rumors moscoviti, “difficilmente l’interesse di Gazprom si limiterà a Eni Power”.
La vittoria nell’asta della scorsa settimana è evidentemente un patto, parte di un più grande quadro concertato per il consolidamento russo-italiano di asset nel settore energetico, supportata dall’opinione di analisti e consulenti moscoviti. Il primo tassello di interesse reale per Gazprom è senza dubbio la vendita diretta di gas sul mercato italiano (il terzo per importanza per i russi). Ma il grosso della partita il gruppo russo vorrà giocarla sulla sponda nordafricana del Mediterraneo, si ipotizza. Dall’impianto egiziano di Eni per il Gnl, alla partecipazione della società italiana nel giacimento libico Elephant, alle licenze di sfruttamento nel Paese di Gheddafi, o ancora al gasdotto Green Stream.
L’obiettivo sarebbe quello di “ottenere l’accesso a tutta la catena produttiva in Libia”. Come conveniente “compensazione” per avere rinunciato all’asta per gli asset Yukos.