Russia: Gas, l’asta di Yukos a Eni ed Enel

5 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Colpo grosso di Eni ed Enel in Russia. EniNeftegaz, il consorzio formato dalle due società italiane (60 per cento Eni e 40 per cento Enel), ha vinto la gara per l’acquisizione del Lotto 2 nell’ambito della procedura per la liquidazione degli ex asset della Yukos, per un prezzo totale di circa 5,8 miliardi di dollari, pari a circa 4,34 miliardi di euro. Il lotto comprende il 100 per cento di Arctic Gas, il 100 per cento di Urengoil, il 100 per cento di Neftegaztechnologia e il 20 per cento di GazpromNeft (che sarà di totale proprietà Eni), più altri asset minori che, è stato annunciato, verranno venduti o liquidati. Eni ed Enel battono la società petrolifera russa a controllo statale Rosneft e Yunitex, che secondo indiscrezioni stampa agisce per conto di Gazprombank, parte del monopolista russo del gas Gazprom. Ma gli accordi prevedono anche un eventuale ruolo proprio di Gazprom: le due società italiane hanno offerto al colosso russo un’opzione per acquisire il 51 per cento di Arctic Gas, Urengoil e Neftegaztechnologia entro due anni. Nel caso in cui fosse esercitata questa opzione, gli asset verrebbero gestiti attraverso una joint venture tra Eni e Gazprom che avrebbe accesso alle tecnologie più avanzate di Eni. Inoltre Eni ha garantito a Gazprom l’opzione di acquisire il 20 per cento delle azioni di GazpromNeft “in qualunque momento entro i prossimi due anni a un prezzo di 3,7 miliardi di dollari, oltre ai costi inerenti al finanziamento dell’operazione”. L’intesa permette a Eni di raggiungere due obiettivi di importanza fondamentale: l’aumento di circa un terzo delle riserve di gas e petrolio e l’entrata sul mercato russo, uno dei mercati strategici del settore. Il successo italiano, che voci dànno legato anche a una sorta di “benedizione” del Cremlino, si inserisce in un quadro di relazione economiche più ampio, che comprende anche l’accordo tra Eni e Gazprom, il quale prevede che il cane a sei zampe possa investire in Russia e il colosso russo distribuire gas in Italia. Soddisfatti i vertici delle due società italiane protagoniste dell’operazione.
“Questo accordo è un importante passo nella strategia di Eni di assicurarsi accesso a riserve in Paesi leader nella produzione di idrocarburi”, commenta Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, “e dimostra la capacità di Eni di capitalizzare sulla propria posizione strategica nel midstream e downstream del gas per supportare l’espansione delle proprie attività upstream”. Secondo Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel, il successo “è anche il frutto della capacità delle aziende italiane di fare sistema e cogliere le occasioni di crescita all’estero”. In questo modo la società elettrica, già impegnata nell’acquisizione della spagnola Endesa, “rafforza ulteriormente la sua strategia di crescita all’estero, entrando per la prima volta nell’upstream del gas e aumentando così la sicurezza degli approvvigionamenti”. L’importo che Enel si è impegnata a corrispondere alla conclusione della procedura ammonta a 852 milioni di dollari, in euro circa 638 milioni. Intanto arrivano anche le prime congratulazioni della politica. Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha sottolineato che l’accordo “va nella direzione ipotizzata, cioè più radicamento anche di nostre imprese in Russia e nell’upstream russo”. Come dimostra anche la battaglia vinta da Enel in Spagna, aggiunge Bersani, le notizie provenienti dalla Russia dimostrano che “con un po’ di coraggio ci sono aziende italiane che possono svolgere il ruolo loro in ambito internazionale”.