Russia: Gas, cooperazione con la Lettonia

30 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo anni di chiusura al mercato russo delle costruzioni, Mosca sbarca in Arabia Saudita per la realizzazione di un oleodotto: la società russa Stroitransgaz ha vinto, infatti, la gara per la pipeline Sheba-Abkeik, 217 chilometri di condutture attraverso il deserto Rub al Khalì. Lo ha annunciato oggi l’agenzia Itar-Tass, citando la compagnia statale per il gas e il petrolio Saudi Aramco. Il contratto sarà firmato domani. L’oleodotto correrà parallelo a un altro esistente, aumentandone la capacità. L’aggiudicazione della gara arriva a un mese e mezzo dalla visita del leader del Cremlino, Vladimir Putin, in Arabia Saudita, la prima di un capo di Stato russo nel Paese. Intanto la Russia e la Lettonia stanno studiando la possibilità di sviluppare la cooperazione nel settore del gas. E’ l’oggetto di un incontro che si è tenuto nella capitale russa tra il presidente di Gazprom, Alexei Miller, e il primo ministro lettone, Aigars Kalvitis. Il colosso energetico russo ha consegnato alla Lettonia 0,68 miliardi di metri cubi di gas naturale nel 2006, acquistati, trasportati, immagazzinati e distribuiti dalla compagnia Latvijas Gase, di cui è azionista anche Gazprom con il 34 per cento del capitale. Nella visita a Mosca, Kalvitis ha incontrato anche il premier russo, Mikhail Fradkov, con il quale ha discusso la possibilità di partecipare al progetto Nord-Stream, il gasdotto che attraverso il Mar Baltico collegherà Russia e Germania e costeggia anche la Lettonia, ma superando il suo territorio con conseguenze pesanti per i diritti di transito. Nel frattempo si apprende che è stato arrestato l’ex banchiere russo Boris Sokhalski, un tempo patron della NepBank, un istituto che nell’autunno del 2005 viene privato della licenza proprio per la contabilità poco chiara. La sua banca ricicla ben 2,5 miliardi di dollari di provenienza estremamente sospetta. La vicenda sta sollevando enorme scalpore sulla stampa russa, a maggior ragione perché Sokhalski, dopo l’infortunio finanziario, si ricicla a sua volta come segretario di un importante organismo istituzionale, la Corte di arbitraggio di Mosca, che decide sulle più importanti dispute economiche e commerciali nella capitale. Quel posto, il controverso ex banchiere lo ha mantenuto per una sola settimana: la polizia gli ha messo le manette tre giorni fa. La banca Nep, ricorda l’agenzia on line Newsru.com, è attiva dal 1992 come una delle miriadi di istituti di credito nati come funghi dopo il crollo dell’Urss. Nel periodo selvaggio del neo-capitalismo russo si crea una clientela evidentemente poco raccomandabile e quando nel 2005 partono le prime riforme del sistema bancario con l’introduzione dell’obbligo di garanzie assicurative, Nep non viene accettata dalle compagnie di assicurazione.