Russia, dopo Shell ora Exxon e Total nel mirino

22 Settembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Si rafforza la pressione di Mosca sulle compagnie energetiche straniere che concludono negli anni ’90 accordi per lo sfruttamento dei giacimenti russi: dopo lo stop al progetto Sakhalin-2 di Royal Dutch Shell, entrano nel mirino del ministero per le risorse russo la francese Total con i suoi campi artici di Khoriaga e l’americana ExxonMobile con il suo progetto Sakhalin 1. Intanto si apprende che il Giappone potrebbe cedere alla Russia una quota del 5 per cento nel progetto Sakhalin-2, al fine di farlo ripartire dopo il blocco decretato dalle autorità russe. Lo stop al consorzio, guidato da Royal Dutch Shell e a cui partecipano le nipponiche Mitsubishi e Mitsui, viene deliberato, come noto, per presunte violazioni ambientali.