Russia: Ancora pochi i rapporti con l’Italia

21 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Sono molti gli accordi firmati nel corso della recente visita del leader del Cremlino, Vladimir Putin, in Italia, ma i rapporti economici bilaterali “potrebbero essere ancora più stretti” e in tale prospettiva “bisogna fare un lavoro continuo e prolungato”. E’ l’opinione di Anton Danilov-Danilyan, responsabile per questioni economiche del gruppo di lavoro presso l’Amministrazione presidenziale della Federazione Russa.
L’economista, anche membro del consiglio di sorveglianza della banca russa Sberbank, presidente del comitato della Camera di commercio e industria per le politiche di investimento e membro del gruppo di lavoro sulla Riforma di imposta, spiega che ci sono “grandi potenzialità” e “possono esserci notevoli possibilità in numerosi settori”. Sia per il business italiano in Russia, ma anche al contrario, per il capitale russo in Italia. “Tutti sanno di Merloni e di BlueStream”, afferma Danilov-Danilyan ad Apcom durante un incontro presso la sede di Ria Novosti, ricordando rispettivamente la produzione di marchi italiani Indesit e Ariston nella zona economica speciale russa di Lipetsk e il lavoro comune compiuto da Gazprom ed Eni per il gasdotto Blue Stream.
“Ma dal mio punto di vista non è ancora abbastanza. Le prospettive sono grandi, ma per la verità non è stato formulato ancora niente di concreto. Ci serve un’analisi approfondita relativa alla produzione industriale italiana e alle capacità finanziarie rispetto all’economia russa”. Inoltre, fa notare, “sono a conoscenza di un gran numero di proprietà della Federazione Russa con infrastrutture in pessime condizioni, che praticamente non lavorano e che potrebbero essere utilizzate” proprio nella prospettiva di rapporti economici più stretti tra Roma e Mosca. “Queste strutture potrebbero essere modernizzate con l’aiuto italiano e con capitali italiani”.
Poi evidenzia “l’alto potenziale per il turismo russo in Italia”. Il tutto per un’aquila bicipite che ha ormai spalancato le ali per i viaggi fuori dai confini nazionali e conta ogni anno su percentuali di crescita a due cifre dei flussi. Danilov-Danilyan inserisce la nostra Penisola nella regione del Mediterraneo che va dalla Turchia, principale meta per i turisti russi all’estero, alla Spagna, che lo scorso anno ci ha superato di poco in tal senso. “Ma l’Italia non è certo da meno quanto a bellezza dei panorami”, fa notare l’economista, presidente tra l’altro del Consiglio degli Esperti per l’organizzazione “Delovaja Rossia”.
Dal punto di vista politico e culturale, annovera infine come “un successo” il rapporto tra “le regioni russe e le province italiane”. Legame che ha permesso la creazione di un clima favorevole al business per entrambe le parti. E un’opportunità per l’Italia potrebbe essere anche il know how di “qualificati ingegneri russi” anche “in ambito energetico e dei trasporti”.