Rumor shock: JP Morgan vuole comprare Bank of America

24 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – A Wall Street tutto e’ possibile. Persino combinare le attivita’ di due delle maggiori banche al mondo. Sopratutto dopo che una delle due ha perso il 54% del valore in borsa quest’anno e ha visto andare in fumo $70 miliardi di capitalizzazione di mercato.

Con i mercati del credito interbancario che si stanno prosciugando e i costi per ottenere fondi a breve termine che salgono, naturale che gli spread dei Cds crescano a loro volta, aumentando sicuramente per le banche i rischi in termini di prezzo e disponibilita’ dei finanziamenti.

Ma non tutti gli analisti se la sentono di dare credito alle voci secondo cui la perdita di valore dell’istituto californiano abbia spinto JP Morgan a cercare di mettere a segno il colpo.

L’analista di Raymond James, Anthony Polini, ha sottolineato che “nessuna banca e’ mai fallita per vita dei rapporti di capitale. La liquidita’ e’ la cosa che ti uccide e BofA puo’ contare su oltre $400 miliardi di contanti e asset liquiditi – piu[ di tre volte i livelli del 2008”. Motivo per cui “il takeover di JP Morgan non potrebbe essere piu’ assurdo”.

Ieri i titoli di Bank of America sono di nuovo caduti in preda della volatilita’, con i dubbi sulla sua posizione di capitale che sono tornati a riaffacciarsi sui mercati. Timori dovuti in particolare alle passivita’ legali legate alla controllata Coutrywide Financial.

La banca california ha confermato di non avere problemi a rispettare i requisiti di capitale imposti dalle nuove norme di Basilea III. Il CEO Brian Moynihan ha assicurato che l’istituto riuscira’ senza problemi a stare dentro i limiti consentiti, potendo fare ricorso in caso di bisogno alla possibilita’ di vendere asset delle attivita’ periferiche e alla capacita’ di fare profitti, senza ricorrere ad aumenti di capitale.

Ma un articolo scritto da Henry Blodget, un blogger del sito di informazione finanziaria di Business Insider, ha mandato dei segnali preoccupanti al settore bancario. Secondo Blodget i livelli di capitale del gruppo sono bassi, di $200 miliardi sotto i livelli desiderati, vicino alla soglia dell’insolvenza.

Al book value pari a $222 miliardi di BofA vanno sottratti, spiega il blogger, $15-$20 miliardi in risparmi che potranno essere usati per le cause sui mutui. BofA rischia di sottovalutare questa voce in bilancio, i cui costi potrebbero essere salati. A questo vanno aggiunti i costi inaspettati e non comunicati derivanti dall’esposizione verso le banche europee in difficolta’ finanziarie e verso il debito sovrano dei paesi periferici dell’area euro.

Secondo Yves Smith, un blogger che dal 5 agosto ha messo sotto osservazione la banca, l’esposizione al debito sovrano non puo’ essere pari a solamente $17 miliardi, come sostiene BofA. Difficile da credere se si tiene conto dei cds per proteggere i clienti nel caso di collasso di un paese o di una banca in Europa. Ricordatevi che anche Lehman passo’ da un giorno all’altro ad “avere livelli di capitale elevati” a fare crack.

Inoltre una somma pari a $78 miliardi di differenza tra l’attivo di bilancio del gruppo e la somma del suo capitale di mercato, gap derivante dalle attivita’ spericolate di acquisizione del gruppo. Come osserva Yves Smith l’ex AD di Bank of America Ken Lewis amava strapagare per ottenere quello che voleva. Lo ha fatto nel caso di Countrywide Financial che dall’operazione di acquisto e’ stata svalutata a zero, e di Merrill Lynch, che avendo pazienza e aspettando un paio di giorni in piu’ non sarebbe costata pressoche’ nulla.

L’articolo ha innervosito a tal punto i vertici della banca di Charlotte, che il gruppo ha offerto una risposta con insolita rapidita’, in cui l’autore entra nei minimi dettagli. “Il signor Blodget fa dichiarazioni esagerate e non corroborate da prove”, si legge nella nota. “L’esposizione al debito sovrano e’ piu’ bassa di 10 punti rispetto alla soglia di rischio. Le cifre nelle attivita’ immobiliari commerciali di 4 punti”.

“L’analisi sui mutui e’ stata condotta da un fondo hedge che trarra’ vantaggio dal calo dei nostri titoli. Il valore della banca dipende di solito dal book value tangibile per ogni azione, che per definizione esclude il 100% degli intangibili”, come appunto la differenza tra l’attivo di bilancio del gruppo e la somma del suo capitale di mercato, di cui parla Yves Smith.

Al 30 giugno il book value per azione di Bank of America era pari a $12,65.