Rothschild: le banche si ritrovano con pile di cash da utilizzare

6 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Non bisogna essere troppo pessimisti, nonostante il fatto che la crescita sara’ molle nel 2012, le opportunita’ restano. Sopratutto nel settore finanziario, che ha sofferto l’anno scorso e che e’ estremamente a buon mercato.

Secondo Christophe Peyraud, gestore leader di Rothschild Cie Gestion, in Europa non e’ pericoloso nemmeno concentrarsi sul mercato obbligazionario. L’anno 2011 era cominciato bene con un ritorno dell’appetito per il rischio. Poi la crisi si e’ amplificata durante l’estate e si e’ propagata in Italia e Spagna provocando una dislocazione totale dei mercati dei bond nell’area euro. Inoltre il differenziale di rendimento dei tassi di interesse tra area core e periferia si e’ ampliato, causando un selloff massiccio dei titoli di stato che ha avuto l’effetto perverso di far abbassare il valore dei titoli azionari e infiammare i tassi di interesse delle banche.

La situazione e’ migliorata alla fine dell’anno

Da dicembre si, di pari passo con la volonta’ dei responsabili politici europei di salvare l’euro e con l’intervento della Bce che ha inondato il mercato di liquidita’ mentre i dati macro in Usa seppur non entusiasmanti sono stati sufficienti a sostenere i mercati.

Oltre al quadro macroeconomico in miglioramento, le grandi banche europee non hanno piu’ problemi di liquidita’ o di solvibilita’. Dal lato dei governi, delle misure di austerita’ credibili sono state intraprese in Italia e Spagna. Pertanto e’ possibile che l’Eurozona esca dal tunnel. I mercati finanziari si sono fatti l’idra che l’unico modo che hanno i governi per agire e’ di accettare l’ortodossia del pareggio di bilancio. La Germania ha fatto bene a impuntarsi con questa idea.

Il vostro scenario e’ dunque molto positivo. Ma molti economisti non sono d’accordo e prevedono una recessione. Non la preoccupa?

No. Gli economisti passano il loro tempo a sbagliare. Nel 2010, per esempio, nessuno poteva immaginare che la Germania potesse registrare una crescita del 3,7% e la Francia del 2,5%. Scommettevano su un periodo difficile per gli Stati Uniti nel 2011, ma la ripresa e’ stata notevole (seppure finanziata da ulteriore debito e denaro virtuale, NdR).

Sull’altro lato dell’Atlantico, la disoccupazione tedesca e’ calata, l’euro debole continuera’ ad aiutare le esportazioni e i consumi. Allo stesso tempo, il deprezzamento delle materie prime offre un altro contributo importante. E’ possibile che il primo trimestre veda una contrazione del Pil, ma l’anno nel suo insieme, malgrado una crescita certamente molle, ma non ostacolera’ la messa in vigore dei piani di austerita’ e non impedira’ alle aziende di chiudere l’anno in utile e alle banche di funzionare con efficacia. In questo contesto credito e titoli azionario sono molto attraenti. Sono testimoni di un rischio sistemico in Europa e di una crisi dell’area euro, ma non di una crescita debole.

Nel 2010 Rothschild Cie Gestion si e’ classificato al primo posto tra i gestori di fondi migliori a livello di performance, secondo il rapporto compilato da Europerformance e dall’Edhec.