Roma invasa da scritte antisemite: è allerta sicurezza

29 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Scritte e murales antisemite stanno aumentando a dismisura in giro per la capitale italiana. Non é la prima volta che si vedono ma in questo periodo, anche a causa della guerra in atto a Gaza, sono aumentate a dismisura, tanto da mettere in preallarme le autorità, nonché il primo cittadino di Roma.

Il sindaco, Ignazio Marino, ha dichiarato indispettito: “Le scritte antisemite apparse oggi in diverse aree della città sono una vergogna e un’offesa a tutti i romani. Voglio dunque esprimere solidarietà e vicinanza alla comunità ebraica”.

“Roma vuole e deve essere capitale del dialogo e della pace e non terreno di barbarie. Appena appresa la notizia ho chiesto la immediata cancellazione delle scritte. Mi auguro che siano al più presto individuati i responsabili di questo ignobile gesto che condanniamo con forza”.

Non è, ovviamente, l’unico a prenderne le distanze, anche il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, è infatti intervenuto: “Sono vicino alla Comunità ebraica per i gravi gesti di incivile intolleranza che oggi hanno sporcato la nostra capitale”.

“Su questo fronte, al fine di individuare prima possibile i responsabili e di arginare altri deprecabili analoghi gesti, l’attenzione delle forze dell’ordine è massima. È inaccettabile che focolai del genere, seppur piccoli, rievochino il razzismo antisemita per il quale si può solo provare vergogna”.

Le scritte al momento sono state quasi tutte cancellate, ma il messaggio é rimasto impresso e dalla comunità ebraica hanno ricordato un fatto di parecchi anni fa: “Questa mattina Roma si è svegliata nel peggiore dei modi. I suoi muri sono stati imbrattati da decine di scritte neonaziste inneggianti odio nei confronti degli ebrei”.

“La mente corre al 1993, quando alcune stelle gialle furono attaccate all’entrata dei negozi di proprietà di ebrei. Roma non può diventare come Parigi dove gli ebrei sono assaltati, le sinagoghe circondate e girare con la kippà in testa – il copricapo ebraico – è un pericolo concreto. Siamo fiduciosi che le forze di sicurezza e le autorità politiche prenderanno in considerazione ogni iniziativa volta a prevenire ciò che la Francia ha sottovalutato per troppi anni”.