Roma e Madrid, rischio contagio. Allo studio una rete di sicurezza

29 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Fra Fmi, Unione europea e banche centrali «sono in corso contatti per approntare un piano di contingenza» in caso di eventuale contagio di Italia e Spagna nella crisi. Lo riferisce una fonte internazionale spiegando che, nel caso del Fmi, una «rete di sicurezza» per i due Paesi potrebbe richiedere un aumento di capitale.

Del «contingency plan», come lo chiama la fonte, si starebbe discutendo fra Washington, Bruxelles e Francoforte, ma anche con le controparti asiatiche, in quelli che al momento sono soltanto «contatti informali». Obiettivo: prevenire ad ogni costo l’onda d’urto globale che potrebbe derivare da un contagio ad economie ‘pesantì dell’area euro. L’input, oltre che dagli Usa, sarebbe arrivato in particolare dalla Germania, che la fonte definisce «estremamente interessata ad avere una rete di sicurezza» e che in altre occasioni – vedi il salvataggio greco – ha preteso l’intervento del Fmi.

Il ‘piano B’ scatterebbe in caso di peggioramento dello scenario e al momento serve soltanto ad affiancare lo scenario principale, che si sta affrontando con le misure in corso. Le istituzioni finanziarie internazionali starebbero insomma ragionando su uno scenario pessimistico in via preventiva, «per approntare misure d’emergenza».

La bocciatura del Financial Times: “L’Italia rovina l’atmosfera dopo l’accordo Ue”

Intanto l’esito non positivo dell’ultima asta dei Btp, con i tassi sui titoli decennali che sono schizzati oltre il 6%, malgrado l’intervento sul mercato aperto da parte della Bce, è approdato sulla prima pagina del Financial Times che in apertura titola “l’Italia rovina l’atmosfera dopo l’accordo Ue”. Il quotidiano londinese sottolinea che «i costi del finanziamento dell’Italia sono cresciuti a livelli record nell’era dell’euro, appena all’indomani dell’accordo tra i leader europei su di un piano per arrestare l’avanzata della crisi debitoria» e definisce il risultato dell’asta «un segno preoccupante del fallimento nel tentativo di riguadagnare la fiducia dei mercati».

«Con l’Italia che l’anno prossimo deve rinnovare titoli in scadenza per quasi 300 miliardi di euro rispetto a una montagna di debito alta 1.900 miliardi – si legge nell’articolo – Berlusconi si trova sotto forte pressione da parte della Ue e della Bce per fare avanzare rapidamente misure per risollevare l’economia in fase di stagnazione ed evitare di seguire Grecia, Portogallo, Irlanda nel cercare un salvataggio di ampia scala che andrebbe al di là della capacità di fuoco dell’eurozona».