RIUSCIRA’ MARCHIONNE A SALVARE UBS?

23 Aprile 2008, di Redazione Wall Street Italia

(dall’inviato Andrea D’Ortenzio) (ANSA) – BASILEA, 23 APR – Ubs si lecca le ferite dopo aver bruciato 38 miliardi di dollari per la crisi subprime e chiama Sergio Marchionne, già vicepresidente non esecutivo, a coordinare gli amministratori indipendenti che dovranno affiancare il neo presidente Peter Kurer nell’elaborare la strategia per portare il gruppo fuori dal disastro.

La nomina di Peter Kurer, un avvocato non molto noto al di fuori della Svizzera e con una limitata esperienza nel settore, per la durata di un solo anno da parte dell’assemblea dei soci viene letta da diversi analisti come una misura transitoria che lascia aperto per il 2009 ogni scenario, come l’arrivo di un banchiere di fama internazionale o la nomina dello stesso Marchionnne, indicato dall’ex presidente Luqman Arnold come la migliore soluzione. Questi, presente in assemblea, ha però fino a ora sempre risposto di avere un compito da portare avanti nella casa torinese. E proprio domani peraltro la Fiat ha in programma il cda sui conti trimestrali.

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All’assemblea dei soci di Ubs riunita a Basilea, chiamata a nominare il presidente e dare il via libera a un urgente aumento di capitale da 15 miliardi di franchi non sono mancate critiche anche aspre e colorite da parte di molti dei 4.200 soci presenti contro il dimissionario presidente Marcel Ospel. Sotto accusa la gestione della crisi e la sua buonuscita milionaria. In un clima lontano dall’immagine compassata delle banche svizzere un azionista ha perfino ironicamente offerto una collana di wurstel a Ospel visto che dovrà affrontare tempi duri (il presidente uscente gli ha offerto in cambio della senape) mentre un altro lo ha invitato a recarsi in ritiro a Thaiti dove abbondano le belle ragazze.

I principali oppositori tuttavia, a partire dall’ex presidente Luqman Arnold, non si sono visti o hanno votato a favore della nomina di Kurer (che ha raccolto una maggioranza quasi assoluta) per via della sua durata limitata. Di certo i nuovi vertici, dopo l’impietosa relazione inviata alle autorità elvetiche che descriveva le falle nei controlli interni, hanno annunciato drastiche misure per rivoluzionare la banca di investimento e per annullare quella struttura accentrata nelle mani dei vertici indicata fra le cause del disastro. L’ufficio del presidente verrà cancellato e i poteri saranno assegnati ai vari comitati costituiti in larga misura da amministratori indipendenti coordinati appunto da Marchionne. L’ad di Fiat farà parte anche del delicato comitato nomine (insieme a Ernesto Bertarelli e Joerg Wolle) che vedrà ampliato il suo ruolo e che potrà anche valutare l’efficacia del cda, compreso il presidente. Da molti soci e gruppi di investitori influenti come Actares, Ethos e Proform è giunta infatti la richiesta, respinta dagli azionisti, di un’assemblea straordinaria per cambiare in maniera più incisiva il consiglio a riprova dell’importanza del tema.p> Tre le linee guida di cambiamento la banca ha messo in cantiere anche la riforma della banca di investimento che ha sopportato i due terzi delle perdite. Questa, ha spiegato l’ad Marcel Rphner, non potrà più così attingere alle ricche risorse della gestione patrimoniale ma “dovrà generare autonomamente il capitale necessario alla propria crescita”. Le eccedenze della gestione patrimoniale “saranno rimborsate agli azionisti sotto forma di dividendi e riacquisti azionari” senza quindi più comprare attività con ingenti utilizzi di capitale. L’obiettivo di rilancio tuttavia non sarà facile per Ubs che ha chiuso il 2007 in perdita, per la prima volta nella sua storia, con un rosso pari a 4 miliardi di franchi.

Malgrado il presidente uscente Ospel affermi che il peggio è passato è Kerur insista che la reputazione è stata “lesa ma non compromessa” il quadro generale indica una persitenza del quadro negativo sia in Europa che negli Stati Uniti. La Royal Bank of Scotland è dovuta ricorrere anch’essa a un aumento di capitale da 12 miliardi di sterline mentre Hvb, la controllata tedesca di Unicredit, ha annunciato nuove svalutazioni. Da parte sua Marchionne, quasi a ribadire di voler rimanere a Torino, ha annunciato soddisfazione per i conti del trimestre, definito “buono”, e come il suo ruolo in Ubs non inciderà su quello di ad di Fiat. “Non diminuirà il lavoro a Torino”, ha voluto precisare.