Ritorna El Niño e con esso spauracchio impennata prezzi cibo

14 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Sidney – Il servizio meteorologico australiano ha annunciato oggi che chiari segnali indicano la formazione del “Niño”, un riscaldamento periodico che si sviluppa nel Pacifico orientale, alimentando i timori sul potenziale impatto del fenomeno meteo sull’agricoltura mentre si registra già un’impennata dei prezzi globali dei cereali.

El Niño si sviluppa di solito nella zona equatoriale dell’Oceano Pacifico, e il suo arrivo coincide in questo caso coi timori crescenti sull’aumento dei prezzi dei generi alimentari. Una forte siccità negli Usa, la più grave da 50 anni, ha provocato un aumento dei prezzi dei cereali del 60% in due mesi. Ma anche i prezzi della soia hanno registrato un’impennata a causa della siccità in Sud America.

Al momento i meteorologi australiani propendono per una versione più mite del Niño, ma Andrew Watkins, responsabile del settore clima, ha detto che è ancora difficile valutare l’impatto del fenomeno.

El Niño è associato di solito a un aumento del caldo secco sulle coste orientali dell’Australia, che può danneggiare importanti colture da esportazione come il grano, che necessità di piogge regolari tra primavera ed estate.

Quest’anno la produzione australiana di grano è prevista già in diminuzione rispetto al raccolto record del 2011/12, e nelle ultime settimane le stime sono state ancora abbassate per il caldo secco registrato nella parte occidentale dell’Australia.

Il grande interrogativo riguarda l’intensità e la durata dello sviluppo di El Niño. Un fenomeno più intenso può provocare una vasta siccità in Australia, parti dell’Africa, del Sudest asiatico e dell’India, portando però più pioggia in altre aree del pianeta.

La Fao ha reso noto la scorsa settimana che c’è il rischio di un ripetersi della crisi alimentare del 2008 a causa del picco dei costi del cibo.