Risveglio difficile per Piazza Affari

24 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Esordio in territorio negativo per la borsa milanese, in sintonia con le sorelle europee dopo la conclusione in rosso di Tokyo e Wall Street sui timori che l’economia Usa possa nuovamente registrare una battuta d’arresto. Il mercato nipponico sembra non aver gradito l’inattività del governo di fronte all’apprezzamento della valuta nazionale, che penalizza la nazione fortemente orientata all’export, con il colloquio telefonico tra il primo ministro Naoto Kan e il governatore della Banca del Giappone che si è concluso con un nulla di fatto. Il Nikkei ha terminato gli scambi sotto quota 9mila, sui minimi da quindici mesi. Sulle piazze europee pesano ancora le dichiarazioni dell’agenzia Moody’s sulle misure anti-deficit. I piani di austerity adottati da molti stati europei per arginare i problemi finanziari potrebbero nel lungo termine rallentare la crescita dell’economia in Europa rispetto al resto del mondo e impattare negativamente i futuri rating del debito sovrano. Ovviamente, precisa Moody’s, molto dipende dalla durata delle misure di austerity. L’agenzia monitorerà da vicino i costi-benefici sulla crescita economica legati alle misure anti-deficit, definite “difficili e dolorose”. Intanto un po’ di conforto è giunto dal Pil della Germania, confermato in crescita nel 2° trimestre al 2,2%. Su base annua si evidenzia invece un incremento del 3,7% (dato destagionalizzato). In agenda oggi nella tarda mattinata i nuovi ordini industriali di Eurolandia del mese di giugno. Nel pomeriggio si attendono le vendite di case esistenti a luglio mentre domani ci saranno le case nuove e venerdì la revisione del Pil del 2° trimestre. Il cross eur/usd si indebolisce a 1,2615 mentre quello usd/yen scivola a 84,88. L’indice FTSE IT All-Share avvia gli scambi con un ribasso dello 0,81% a 20375,71 punti e il FTSE Mib con un decremento dello 0,87% a quota 19835,28. Tutto rosso il paniere Ftse Mib. Storna il cemento dopo gli acquisti della vigilia. Italcementi e Buzzi cedono in media il 3%. A marcia indietro Exor, galvanizzata ieri da alcune voci di stampa secondo cui Volkswagen sarebbe interessata all’Alfa. Sbanda la Fiat mentre continua il braccio di ferro sui tre dipendenti dello stabilimento di Melfi reintegrati dal giudice. Enel in frazionale calo, con l’Ad Fulvio Conti che ha detto di voler ottenere almeno tre mld di euro per una quota della controllata Enel Green Power. Sul completo sospesa al rialzo senza fare prezzo Investimenti e Sviluppo, dopo il balzo della vigilia nel primo giorno dell’aumento di capitale.