RISPARMIO: INVESTIRE LOW COST

11 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Per guadagnare di più bisogna rischiare un po’.
Ma è possibile riuscirci anche spendendo poco e risparmiando sulle commissioni dei gestori del risparmio. Come raggiungere questo obiettivo?
Panorama consiglia tre portafogli «low cost» e con un buon grado di flessibilità.
I tre portafogli sono stati elaborati con lo scopo di spendere il meno possibile investendo 50 mila euro, con una durata prevista di cinque anni. Hanno obiettivi di rendimento, rispettivamente, del 4, 7 e 10 per cento annuo, a seconda di quanto si investe sui mercati azionari.

Il portafoglio prudente, per un investitore tra 50 e 60 anni che punta al 4 per cento di rendimento ma ha come primo obiettivo conservare il capitale, è pensato con la consulenza della No Risk, società indipendente di analisi finanziaria (www.norisk.it). L’investimento è per tre quarti sull’obbligazionario e un quarto sui listini azionari.

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Spiega Carlo Mazzola, presidente della NoRisk: «Consigliamo di investire il 76 per cento in un’obbligazione zero coupon, così, alla fine dei cinque anni, sarà garantito il rimborso del 92 per cento dei 50 mila euro». Lo zero coupon è un titolo che non paga cedole e rimborsa alla fine il capitale più gli interessi: per esempio, l’obbligazione della Mediobanca consigliata (vedere tabella a pagina 98) oggi si acquista a un prezzo di 82,6 e sarà rimborsata a 100 alla scadenza, il 12 dicembre 2011.

Per questo titolo, come per tutti gli investimenti dei portafogli di Panorama, c’è nelle tabelle il codice Isin, che consente d’identificare con esattezza lo strumento e trattare in banca sulle commissioni d’acquisto. «Utilizzando una banca online l’acquisto dell’obbligazione zero coupon può costare solo 9 euro» sostiene Mazzola «mentre si spendono altri 23 euro per comprare gli Etf azionari che completano il portafoglio».

Gli Etf (Exchanged traded fund) sono in pratica fondi d’investimento che replicano gli indici dei mercati finanziari e hanno il vantaggio di essere assai poco costosi anche in quanto a commissioni di gestione. Gli Etf consigliati da No Risk (un azionario globale, uno sul Giappone e uno sui mercati emergenti) hanno complessivamente un costo di gestione di 315 euro in cinque anni, pari allo 0,52 per cento annuo contro una media di oltre l’1,5 per cento dei fondi azionari.

Peraltro il basso costo di gestione degli Etf è più che compensato dal dividendo atteso di 662 euro nello stesso periodo. Aggiunge Mazzola: «In più c’è la scommessa sulla crescita dei mercati azionari, che però ovviamente non danno garanzia».

In ogni caso il portafoglio prudente è strutturato per difendere il risparmiatore anche in caso di ribasso: persino se l’investimento in borsa perdesse il 66 per cento del valore (ipotesi assai improbabile) alla fine dei cinque anni il capitale di 50 mila euro non verrebbe intaccato. In caso di rialzo, invece, si può raggiungere l’obiettivo del 4 per cento netto medio all’anno.

Il portafoglio bilanciato, per un investitore tra 40 e 50 anni con un obiettivo di rendimento del 7 per cento annuo, è invece quello consigliato da Pasquale Casale, amministratore delegato della IwBank, banca online del gruppo Bpu (www.iwbank.it).

Spiega Casale: «Abbiamo ipotizzato una propensione al rischio medio-bassa e scelto alcuni fondi d’investimento, prendendo come parametro i rendimenti degli ultimi cinque anni, tra i 2 mila strumenti che abbiamo disponibili».

Il conto deposito della Iw Bank (che offre attualmente un tasso lordo del 3,5 per cento senza spese, a parte il bollo di 34 euro all’anno sul conto) pesa per il 29 per cento su questo portafoglio. «Un tasso intorno al 3,5 per cento crediamo sarà confermato mediamente nei prossimi anni» afferma Casale.
Il resto è in fondi d’investimento: la parte più consistente, 36 per cento, in un obbligazionario ad alto rendimento, il Dexia Bonds Euro High Yield.

Perché? «Nessuno può prevedere cosa succederà nei prossimi anni, le obbligazioni che rendono di più sono anche le più rischiose» risponde Casale «quindi consigliamo ai nostri clienti un portafoglio in cui ci si difende in caso di default: non dimentichiamo cosa è successo a chi ha comprato i bond dell’Argentina, un fondo obbligazionario invece diversifica gli investimenti e riduce il rischio».

Circa i costi, la Iw Bank non fa pagare commissioni, né d’ingresso né d’uscita, per tutti i fondi indicati, a parte 35 euro per l’obbligazionario di Dexia (che ha una commissione di gestione dello 0,8 per cento).
Da notare che Anima Fondimpiego, l’altro obbligazionario consigliato, è l’unico fondo italiano nei tre portafogli e costa abbastanza: l’1,2 per cento annuo per la gestione più una commissione di performance del 15 per cento.
Quanto ai fondi azionari del portafoglio bilanciato, che pesano complessivamente per il 24 per cento, il meno caro (1,5 per cento all’anno) è il Pf Small Cap Europe che investe nelle piccole aziende europee.

Leggermente più costoso l’Abn Amro Eastern Europe: fa pagare l’1,75 per cento annuo per investire sulle borse europee dell’Est, a cominciare da Mosca. Mentre il fondo Dws India costa il 2 per cento all’anno.

Infine il portafoglio dinamico, rivolto a un investitore tra 30 e 40 anni, che punta al 10 per cento annuo di rendimento.

A comporre il «giardinetto» è Gianni Bizzarri, presidente della Banca Ifigest, un istituto di credito privato di Firenze, e del Fundstore, supermercato online di fondi d’investimento (www.fundstore.it) che permette di comprare oltre 1.500 fondi di 60 società senza spese e senza aprire un conto: l’investimento avviene trasferendo direttamente i soldi alla società di gestione. «Un cliente giovane e dinamico non può che avere un portafoglio tutto azionario per raggiungere l’obiettivo del 10 per cento: certo, così ha anche un rischio elevato» avverte Bizzarri.

Il quale ha selezionato per Panorama quattro fondi «con bravi gestori, che superino i loro indici di riferimento e diano un rendimento aggiuntivo. Naturalmente sono indicati quattro fondi di partenza e poi la rotazione va fatta dal gestore, come Banca Ifigest».

Insomma, un portafoglio adatto anche all’investitore fai-da-te. Il 40 per cento dei soldi è investito sulla borsa più sottovalutata, secondo i gestori: Tokyo (il fondo Vitruvius Japan costa l’1,9 per cento annuo).
Al secondo posto, con il 30 per cento, c’è il mercato Usa con il fondo Ubam Neuberger, di un gestore svizzero, che costa l’1,5 per cento annuo.

Infine il 30 per cento è investito sulle small cap, le piccole aziende europee: metà in Italia con Oyster e metà con Schroders, due fondi che costano rispettivamente l’1,75 e il 2,1 per cento annuo. E la commissione d’ingresso, su Fundstore, è zero.

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