Risparmi e famiglia: donne protagoniste del controllo, indietro nella pianificazione

28 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

Le donne restano le protagoniste indiscusse della gestione economica familiare. Dichiarano di gestire le spese più classicamente legate al ruolo tradizionale della donna (il 91% bada alle spese per l’abbigliamento ed il tessile casa, l’86% alla spesa per la famiglia, l’85% alle spese per i figli). Ma la loro sfera di influenza si estende ad argomenti storicamente più lontani, come appunto i temi di gestione del denaro della famiglia e gli investimenti (il 74% si occupa anche della gestione del risparmio).

È quanto emerge dalla seconda edizione di Agos Monitor, “Donne di denari: la partita dell’educazione finanziaria”, una ricerca proposta da Agos con Eumetra che indaga il rapporto tra mondo femminile e denaro nelle sue varie declinazioni.

La donna in realtà dichiara di avere voce in capitolo anche in aree tradizionalmente di competenza maschile, come le spese per la gestione del condominio e delle bollette (72%) o l’acquisto e la gestione di auto e moto (65%), anche se sembra trattarsi soprattutto di supporto al decisore, più che di una vera co-decisione. Questo ruolo, comunque primario, nella gestione sembra svilupparsi soprattutto nelle “nuove” situazioni famigliari (la «singleness», inclusa quella di ritorno, post separazione o vedovanza in età più matura).

L’importanza dell’educazione finanziaria

Per gli italiani, tutti, uomini e donne, genitori e non, insegnare ai figli a gestire (oculatamente) i soldi è molto importante. E’ opinione diffusa che l’educazione finanziaria debba essere impartita sin dalla più tenera età (99% del totale) e che debbano essere soprattutto i genitori ad occuparsene (52%).

La soluzione più usata è l’affidamento di piccole somme al bambino (51%). Ma un po’ di competenze teoriche non guastano: ad esempio spiegare al bambino/ragazzo come “funzionano” le spese di casa (52%) o come si paga una bolletta. Anche il coinvolgimento nelle spese famigliari appare una pratica diffusa (50%): parlare assieme di come si sta scegliendo un elettrodomestico, di quanto costa una vacanza, o di un qualsiasi altro gesto economico finanziario significativo della famiglia.

La donna custode della prudenza e del controllo

In ogni caso, in tutte le situazioni si registra una certa attenzione da parte della donna al controllo delle spese: il 69% lo fa frequentemente.  La prudenza e la cautela sembrano essere elementi di cultura finanziaria familiare che trovano nella donna il principale custode. Tale controllo – secondo la ricerca –  non evolve in vera e propria pianificazione finanziaria.

Si tratta di un controllo – abbastanza in linea con la tradizione italiana – più ex post che ex ante, mancando ancora di fatto una vera e propria mentalità che permetta di pianificare le spese familiari. Le forme del controllo ex post: “controllo il saldo” (45%), “tengo conto delle singole spese mensili” (43%) fino ad arrivare alla forma estrema, per fortuna dichiarata da una minoranza (3%): “quando arriva l’alert della carta dell’esaurimento del tetto di spesa”. La pianificazione finanziaria, invece, sembra toccare un numero contenuto di donne, circa il 20%.

“Anche noi – ha detto Roberta Nanula di Banca d’Italia, in occasione della presentazione della ricerca – riscontriamo un forte gender gap nella preparazione finanziaria.  Eppure le donne possiedono due punti forti: l’attitudine al risparmio e la percezione al futuro. Però non sono propense all’investimento”. “Nelle donne – ha aggiunto Fabrizio Fornezz di Eumetra – esiste più un controllo ex-post delle spese che rappresenta l’opposto della pianificazione”.