Rischio paese sconta incapacita’ leader Ue di trovare soluzione

21 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri si è conclusa con un calo dei tassi di mercato governativi e swap. In controtendenza il tasso decennale italiano che si è portato al 6%. Sono saliti anche gli spread sui periferici con quello italiano tornato a 400 pb e quello spagnolo sopra i 350 pb.

I depositi presso la Bce continuano a salire raggiungendo ieri 188,1Mld€ da 181,8Mld€ del giorno prima.

A guidare le decisioni degli operatori che hanno visto preferire titoli di stato tedeschi (tasso sul decennale sceso sotto il 2% e del due anni sotto lo 0,6%) sono state ancora una volta le voci inerenti al ruolo del nuovo fondo Efsf e le indiscrezioni, poi smentite, di un rinvio del vertice dei leader dell’area di domenica prossima.

Francia e Germania, in un comunicato congiunto, hanno poi dichiarato che la riunione di domenica ci sarà, ma in questa sede non sarà presa nessuna decisione definitiva, che però dovrebbe giungere in un altro incontro che si terrà al più tardi mercoledì 26. Sabato, il giorno prima della riunione dei leader, è inoltre atteso un altro incontro bilaterale tra la Merkel e Sarkozy.

Oggi invece è prevista la riunione dei ministri finanziari dell’area Euro. Temi di discussione nelle prossime riunioni saranno revisione secondo piano greco, ruolo Efsf e ricapitalizzazione delle banche. Secondo quanto riportato da Bloomberg che cita due fonti vicine alle discussioni, i governi dell’area potrebbero rendere disponibili circa 940 Mld€ per risolvere la crisi del debito combinando il fondo temporaneo Efsf e quello permanente Esm a metà 2012. L’ipotesi, secondo le fonti, è emersa dopo che la Bce si è opposta ad una sua partecipazione all’incremento della leva del fondo e dopo l’impasse sul ruolo dell’Efsf tra Francia e Germania.

Ieri il Parlamento greco ha approvato con 153 su 300 le nuove misure di austerità.

Secondo l’agenzia di rating S&P il rating di Francia, Spagna, Irlanda, Italia e Portogallo in uno scenario economico stressato potrebbe essere ridotto.

Secondo Bloomberg, che cita una fonte vicina al tema, la Bce potrebbe concedere maggiori finanziamenti in cambio di collaterale in Abs (attualmente lo scarto di garanzia è al 16%), a condizione però che gli emettenti forniscano maggiori dettagli sulla loro composizione.

In merito alla politica monetaria della Bce, Nowotny ha dichiarato che l’Istituto ne discuterà in presenza delle nuove stime di crescita ed inflazione che saranno rilasciate a dicembre.

Sul fronte macro l’indice Ifo tedesco di ottobre ha registrato un calo della componente prospettica ai minimi da agosto 2010.

Negli Usa la giornata di ieri ha visto tassi in lieve rialzo sulla parte a lunga della curva in una seduta caratterizzata da una certa volatilità per i listini azionari. Dopo una prima parte in calo, i principali indici sono riusciti a recuperare le perdite chiudendo contrastati.

All’interno dell’indice S&P500 continua il momento positivo del settore finanziario, mentre soffre quello tecnologico penalizzato ancora dalla trimestrale deludente di Apple.

Tarullo, membro votante Fed, ha dichiarato che l’istituto dovrebbe tornare ad effettuare nuovi acquisti di MBS per supportare la “fragile ripresa economica”. Tale dichiarazione assume una certa importanza, in quanto è la prima volta, da quando si è insediato nel board nel 2009, che esprime la propria idea riguardo alle operazioni di QE.

Sul fronte macro ha sorpreso in positivo l’indice Philadelphia Fed di settembre, la cui lettura ha evidenziato il primo dato positivo degli ultimi 3 mesi. All’interno il contributo maggiore è giunto dalla componente nuovi ordini, a dimostrazione di un’economia americana che sembra aver ripreso vigore nella seconda parte dell’anno dopo la debolezza del primo semestre.

Valute: andamento ancora altalenante per l’euro che, come accade ormai da alcune sedute, risulta debole durante la sessione europea, per poi riprendere forza durante quella americana sulla scia di continui rumors che giungono nelle ultime ore di contrattazione. Nei prossimi giorni, solo una fuoriuscita dal range 1,3660/1,3920 potrebbe dare maggiore direzionalità al cambio.

Bassa volatilità per lo yen che resta stabile verso euro all’interno del range 104,80-106,50. Verso dollaro il cross continua a muoversi intorno soglia 77. Stanotte il primo ministro giapponese Noda ha dichiarato che la priorità principale del paese è quella di far fronte al rapido apprezzamento dello yen.

Materie Prime: ieri sono proseguite le vendite sui metalli industriali con rame (-6,6%), zinco (-5,3%) ed alluminio (-4,5%) che hanno registrato le peggiori performance giornaliere all’interno dell’indice GSCI ER. Il rame è calato ai minimi da 15 mesi. In ribasso anche i metalli preziosi con oro (-2,1%) ed argento (-3,2%).

Andamento misto per gli energetici nei quali spicca il calo del greggio Wti (-0,9%) ed il rialzo del Brent (+1,3%). Tra gli agricoli bene grano (+1,8%) e mais (+1,7%), in calo il caffè (-1,9%).

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