RISCHIO INFLAZIONE: COSA PENSANO ALLA FED

15 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva a fronte di un recupero dei listini azionari e con il differenziale 2-10 anni è salito a 188 da 186. In area Euro la produzione industriale di agosto ha registrato un incremento congiunturale dello 0,9% dallo 0,2%, grazie soprattutto al rialzo dei beni durevoli e capitali. Bini Smaghi, membro della Bce, ha dichiarato che l’Istituto deve essere cauto nel rimuovere la politica monetaria accomodante in quanto l’incertezza sul futuro dell’economia è ancora elevata. Relativamente all’inflazione ha aggiunto che le aspettative sono ben ancorate e che al momento non destano preoccupazione.

In Germania ed Italia le aste di ieri hanno registrato tutte una domanda superiore all’offerta. Oggi in Francia è attesa l’asta sui titoli a 2,4 e 5 anni fino a 6,5-8 Mld€ e di titoli indicizzati all’inflazione a 10,14 e 30 anni fino a 1,2-1,7 Mld€. Sul fronte macro sono attesi i dati finali sull’inflazione di settembre, ma l’attenzione sarà rivolta al discorso di Trichet ed alla pubblicazione di risultati trimestrali tra cui Nokia.

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Negli Usa i tassi di mercato sono saliti soprattutto sulla parte lunga in seguito al proseguimento del rally azionario. Lo spread 2-10 anni si colloca in prossimità di 250pb. Il rialzo è stato favorito sia da dati societari superiori alle attese (come ad esempio JP Morgan ed Intel) sia da dati macro migliori del previsto. L’indice Dow Jones Industrial Average è salito sopra i 10.000 punti per la prima volta da un anno guidato dai settori legati alle materie prime, industriali e finanziari.

Sul fronte macro le vendite al dettaglio di settembre sono calate meno del previsto dopo il termine del piano di incentivi auto implementato dall’amministrazione Obama. Le minute del FOMC di settembre hanno evidenziato che molti membri della Fed prevedono un miglioramento dell’economia grazie a segnali positivi in arrivo dal mercato immobiliare, dalla stabilizzazione dei consumi e dal recupero degli altri principali paesi mondiali. Alcuni membri hanno espresso la possibilità di un aumento del piano di acquisto da 1.250 Mld$ relativo ai bond emessi dalle agenzie o garantiti da mutui, nel tentativo di velocizzare il recupero economico. Un membro però si è dichiarato propenso ad una riduzione dell’ammontare.

Sul fronte inflazione, la maggior parte dei membri ritengono che la debolezza del mercato del lavoro e di alcuni mercati dovrebbe permanere nei prossimi anni, mantenendo così l’inflazione su livelli contenuti a causa di un potenziale calo dei salari. Nel complesso la maggior parte dei membri è più ottimista rispetto al recente passato, anche se rimangono dubbi sulla possibilità che il recupero sia sufficientemente forte e duraturo nel tempo per risanare l’economia dopo l’attuale recessione. Oggi sono attesi numerosi dati macro tra cui i prezzi al consumo di settembre, l’Empire manifatturiero ed il Filadelfia Fed di ottobre ed i consueti dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione. Attese anche importanti trimestrali. Sul decennale governativo la resistenza si colloca a 3,50%, il supporto a 3,38%.

Valute: giornata di relativa debolezza per il Dollaro calato ai minimi da oltre un anno vs Euro, Franco svizzero e Dollaro canadese sulla scia del rally azionario globale. Verso Euro il cross è salito ai massimi da metà agosto 2008 avvicinandosi al livello di resistenza psicologico collocato a 1,50. Il supporto per oggi si colloca a 1,4840. L’Euro si è apprezzato anche nei confronti dello Yen con il cross in avvicinamento all’area di resistenza collocata a 134,40 circa. Nel corso della notte la BoJ ha aumentato il proprio giudizio sull’economia per il secondo mese consecutivo.

Materie Prime: la debolezza del Dollaro favorisce le materie prime con l’indice CRB salito ai massimi dallo scorso novembre. Il greggio Wti (+1,4%) si mantiene sopra i 75$/b, sui massimi da un anno grazie anche all’aumento delle previsioni sulla domanda globale relativa al 2010 da parte dell’Opec. In calo il gas naturale (-3,3%) che continua a muoversi in direzione opposta al Wti. Positivi i metalli industriali guidati dal nichel (+2,2%), in controtendenza l’alluminio (-0,1%). Tra i preziosi si mantiene intorno alla parità l’oro, mentre l’argento sale leggermente (+0,4%). Tra gli agricoli balzo del cotone (+1,8%) e del cacao (+1,7%).

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