Rischio Giappone per l’Europa

18 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono calati su tutte le scadenze, in particolare sulla parte lunga comportando un restringimento dello spread 2-10 anni. Gli spread di Italia e Spagna vs Germania sul tratto decennale continuano a muoversi intorno ai 270pb.

Segnaliamo la bassa domanda da parte degli investitori nell’asta da 7 Mld relativa al 2 anni tedesco. Il bid-to-cover è stato pari a 1,4, in calo dal 2,3 dell’ultima asta di luglio a causa del livello estremamente basso di tasso (0,73% verso l’1,55% di giugno).

Questa mattina si assiste ad una partenza negativa delle borse europee, i tassi di mercato tedeschi e swap proseguono il trend di ribasso ma gli spread sui titoli periferici sono misti e poco variati.

La Merkel e Sarkozy hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio europeo Van Rompuy nella quale chiedono di bloccare i trasferimenti dei fondi Ue ai paesi in deficit a partire dal 2013. La lettera poi ribadisce l’intenzione di presentare entro fine settembre la proposta relativa alla tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax).

Nel frattempo l’Unione Europea ha comunicato che presenterà anch’essa una sua proposta al G20 in programma a Cannes il 3-4 settembre.

Questa mattina l’agenzia di rating S&P ha confermato la AAA con outlook stabile della Francia e si è dichiarata fiduciosa per il futuro.

Ieri la Bce ha dichiarato che una sola banca dell’area Euro ha richiesto 500Mln$ tramite la linea di credito a 7 giorni (settlement 17 agosto, scadenza 25 agosto) al tasso fisso dell’1,1%. Si tratta della prima volta dal 22 febbraio che una banca attinge a tale linea di credito in dollari.

In un’intervista al quotidiano WirtschaftsBlatt, Nowotny, membro austriaco della Bce, si è detto preoccupato di entrare in una fase di bassa crescita e bassa inflazione simile a quella sviluppatasi negli anni ‘90 in Giappone. Ha aggiunto di non aspettarsi una recessione globale.

Sul fronte Uk, in base alle minute della BOE relative alla riunione di agosto, risulta che i membri hanno votato in modo unanime (9-0) per il mantenimento del tasso di riferimento allo 0,5% e che solamente un membro (Posen) ha chiesto un aumento del QE.

Negli Usa i tassi di mercato sono leggermente saliti sul breve e calati sul lungo, comportando un appiattimento dello spread 2-10 anni sotto i 200pb. Chiusura intorno alla parità per i principali indici azionari Usa.

Ieri hanno parlato due dei tre membri dissenzienti del board. Plosser, presidente della Federal Reserve di Filadelfia, ha dichiarato che la Fed probabilmente sarà costretta ad aumentare i tassi prima di metà 2013 e che sarebbe stato meglio aspettare ulteriori conferme sull’economia prima di ulteriori misure. Fisher, presidente della Fed di Dallas, ha dichiarato che il FOMC non deve diventare accomodante ogni volta che c’è un grande ribasso del mercato azionario Usa perché potrebbe essere interpretata dai trader come una “Bernanke put”. Ha aggiunto che si opporrà ad ulteriori acquisti di asset perché la liquidità nel sistema è abbondante.

Nel tentativo di rilanciare l’economia, il presidente Obama si è impegnato a rendere noti i dettagli sulle misure di rilancio dopo la festa del lavoro (negli Usa si celebra il 5 settembre). Con la disoccupazione al 9,1%, Obama tenterà di far approvare dal Congresso una manovra che contenga un mix di incentivi fiscali alle aziende che assumono ed investimenti nelle infrastrutture. Lo scrive Bloomberg citando una fonte anonima dell’amministrazione. Allo stesso tempo il presidente invita la Commissione bipartisan del Congresso ad implementare tagli oltre i 1500Mld$ in modo da non impattare negativamente sul deficit. Dodici parlamentari dovranno trovare un accordo entro il 23 novembre, dopodiché il Congresso lo dovrà approvare entro fine anno.

Sul fronte macro oggi sono attesi i prezzi al consumo, il superindice e le vendite di case esistenti di luglio.

Valute: l’euro/dollaro continua a collocarsi in prossimità di 1,44 dopo un rialzo temporaneo fino alla resistenza 1,4515 (livello da monitorare per oggi). Il supporto più vicino è individuabile a 1,4325.

Lo yen vs dollaro continua a stazionare poco al di sopra dell’importante supporto collocato a 76,25, mentre verso euro restano validi i livelli segnalati ieri: resistenza a 111 e supporto a 109,25.

Materie Prime: giornata di generalizzato rialzo per la maggior parte delle commodity all’interno dell’indice GSCI. In crescita il petrolio nonostante il forte aumento delle scorte Usa. Positivi i metalli industriali, agricoli e preziosi.

La migliore commodity del giorno è stato lo zucchero (+5,2%) a causa dei timori di raccolto brasiliano sotto le attese.

Questa mattina, complici la partenza negativa delle borse europee, il petrolio sta perdendo poco meno dell’1%, mentre l’oro si attesta poco sotto i 1800$/oncia.

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