Rischio default Usa peggio che nel crack Lehman

9 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Situazione sempre più tesa a Washington, con i Repubblicani e i Democratici del Congresso che non riescono a trovare nessun accordo, per porre fine al primo shutdown in 17 anni e per innalzare il tetto sul debito.

“Dobbiamo alzare il tetto del debito perché dobbiamo pagare i nostri debiti, non perché ne facciamo di nuovi. Dobbiamo pagare quel che il Congresso ha già autorizzato e approvato”, ha precisato Barack Obama, parlando della minaccia di un caos economico. “La smettano con le scuse”, ha detto il presidente americano, che ha parlato di rischio di bomba atomica, citando le parole dell’oracolo di Omaha Warren Buffett, sull’eventualità che gli Stati Uniti precipitino nel default.

I mercati, intanto, che fino a qualche seduta fa, erano riusciti a resistere all’alert default degli Stati Uniti, hanno iniziato a manifestare tutto il nervosismo e la paura degli operatori.

Da segnalare inoltre che, per la prima volta in assoluto, i Treasuries Usa sono stati percepiti più rischiosi rispetto alle banche americane. Lo si nota dal rendimento dei Treasuries a breve termine, che ha superato il rendimento sui prestiti interbancari in dollari. (si parla, precisamente, dei tassi sui T-Bill, che misurato il rischio del governo Usa, paragonati al LIBOR a breve termine (che misura il rischio delle banche statunitensi).

Inoltre, i cds sui Treasuries a 1 anno, sono saliti fino a 60 punti base, ovvero al massimo dall’impasse sul debito che si verificò nel 2011 e a un livello peggiore rispetto al periodo del crack di Lehman.

Ancora, l’indice sulla fiducia sull’economia misurato da Gallup ha subito il calo di tre settimane peggiore, ancora, dai tempi del collasso di Lehman Brothers e al ritmo più veloce dal crack della banca.

Da notare anche che i Treasuries a quattro setimane sono stati emessi a un tasso dello 0,35%, anche in questo caso al valore più alto dai tempi di Lehman Brothers. [ARTICLEIMAGE]

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