RIMBALZO DEL DOW, MA E’ STATO UN VERO BOTTOM?

26 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

Ottima performance per gli indici azionari americani. Il Dow Jones ha chiuso con un guadagno dell’1.42% a 9888, lo S&P500 ha registrato un rialzo dell’1.49% a 1111 e il Nasdaq lo 0.77% a 1928.

Per un commento operativo su indici, settori e titoli, vedi il commento curato da Marco
Bonelli
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Il mercato (ma soprattutto i titoli industriali del Dow) e’ salito in reazione alla brutta performance di Wall Street venerdi’ scorso (lunedi’ poi l’esito e’ stato una seduta non-evento sfociata nell’assoluta piattezza degli indici) anche se la situazione tecnica di fondo rimane immutata, il dollaro e’ debole, il petrolio e’ ai massimi, i dati macro (ultimo martedi’ la fiducia dei consumatori) non sono incoraggianti.

Il rimbalzo da “livelli critici di supporto”, come dicono i graficisti, non e’ tale comunque da poter affermare che il bottom sia stato gia’ toccato (lunedi’ in apertura).

Un fattore di traino degli industriali e dello S&P500 e’ stato il netto recupero dei titoli assicurativi (ultra-penalizzati nei giorni scorsi) poiche’ a New York sta passando la tesi secondo cui i problemi creati dall’indagine dell’Attorney General Elliot Spitzer non sarebbero cosi’ gravi come in un primo momento si era pensato. Il procuratore generale ha dichiarato che non avanzera’ procedimenti penali contro Marsh & McLennan, la societa’ al centro dell’inchiesta per truffa, dopo l’annuncio delle dimissioni di lunedi’ del CEO Jeffrey Greenberg.

Cosi’ tra gli assicurativi, American International Group (AIG) e’ stato il miglior titolo del Dow, con un clamoroso +7.5%. E l’azione dell’azienda al centro delle indagini, Marsh & McLennan (MMC) e’ salita del 9.3%, mentre Aon Corp. (AOC) e’ cresciuto del 9.7%. Queste ottime performance si sono riflettute sull’intero settore, il cui indice S&P Insurance Index (IUX) e’ salito del 5.3%. Insomma un recupero che ci voleva, per i rialzisti, per eliminare parte delle preoccupazioni degli ultimi giorni. Anche se gli short sono in agguato.

Invece i tecnologici del Nasdaq hanno performato peggio, appesantiti dall’andamento del colosso dei cellulari Qualcomm (QCOM) in forte calo per un downgrade di Morgan Stanley. Qualcomm e’ il secondo titolo piu’ trattato del Nasdaq 100 e ha perso circa il 4%.

Continua a catturare l’attenzione degli operatori il petrolio. Dopo un avvio incoraggiante, il future con scadenza dicembre e’ tornato a salire. Risultato: chiusura in rialzo per il greggio a New York, i contratti futures sull’oro nero si sono attestati a $55,17 a barile, segnando un progresso dell’1,2%.

Ricordiamo che il prezzo del greggio lunedi’ aveva raggiunto un nuovo record a quota $55.67, spinto dalle minacce di un’interruzione della produzione in Norvegia (terzo produttore al mondo) da parte delle aziende proprietarie di petroliere. L’intervento del governo norvegese nella vertenza sindacale ha allentato le pressioni. Un sostegno alle quotazioni continua ad arrivare tuttavia dalle preoccupazioni sull’offerta da Iraq, Nigeria e Russia con la stagione invernale ormai alle porte.

Non ha contribuito all’intonazione positiva della giornata l’ultimo dato sulla fiducia dei consumatori americani prima delle elezioni presidenziali. Nel mese di ottobre l’indicatore si e’ attestato a 92.8 punti, in calo rispetto ai 96.7 di settembre. Da notare che si tratta del livello piu’ basso dallo scorso marzo.

Passando agli utili societari, oramai nel pieno della stagione, il colosso chimico DuPont ha battuto le previsioni degli analisti. Positive le cifre dai settori aerospazio e difesa, con le buone trimestrali e le previsioni incoraggianti di Lockheed Martin, Goodrich ed L-3 Communications. International Paper, nel frattempo, ha riportato un rialzo degli utili dell’84% (escluse le poste non ricorrenti) e British Petroleum del 44%. Negativo, invece, il risultato di Halliburton (la societa’ di cui era CEO il vicepresidente Dick Cheney).

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Sugli altri mercati, al termine della giornata di contrattazioni sul mercato valutario di New York, l’euro ha toccato quota 1,2762 dollari, chiudendo in ribasso rispetto al fixing di ieri, quando si era attestato a 1,2802 dollari. Il dollaro ha recuperato parte del terreno perso contro l’euro spinto dalle dichiarazioni del vice presidente della Federal Reserve Roger Ferguson. Ferguson ha rassicurato gli investitori dicendo che la crescita del PIL americano proseguira’ di buon passo.

Il rendimento del Treasury a 10 anni e’ salito al 4.00% dal 3.97% della chiusura di lunedi’.