Riforma sanità: Obama dichiara guerra alla Chiesa Cattolica

8 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Nei mesi decisivi della campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti, Barack Obama si attira le ire dei cattolici più ortodossi. Motivo del contendere, le implicazioni della riforma sanitaria, il maggiore successo legislativo del primo mandato di Obama.

Qualche settimana fa il Ministero della sanità americano ha fatto sapere che ospedali e scuole di tutte le religioni dovranno includere contraccettivi e farmaci, che molti cattolici ritengono la causa aborti precoci, nei loro piani di assicurazione sanitaria dei dipendenti.

Un boccone amaro da digerire per la Chiesa. Che non ha tardato a far sentire la sua risposta. Lo ha fatto attraverso una lettera letta due domeniche fa durante la messa in tutto il paese. Il messaggio è chiaro e non ha precedenti: “Non possiamo e non obbediremo a questa legge”.

Quello che, in apparenza, sembra un problema irrilevante nella campagna elettorale di Obama in realtà ha implicazioni piuttosto serie. Se non altro per l’importanza che la Chiesa Cattolica riveste nella gestione di università e ospedali no profit. A questa fanno capo circa 625 ospedali in tutto il territorio nazionale. In pratica, 1 visita medica su 8 avviene in strutture gestite dalla Chiesa.